- Accesso stradale
- Sbarra giu' gia da poco sopra il santuario per strada ancora da pulire dai residui da valanga, e abbondanza di terriccio giu'dalle scarpate a intasare la strada in parecchi punti. Si puo' violare il divieto all'occorrenza, per guadagnare pero' che poche centinaia di metri col rischio di venire alto e il rischio di venire sanzionati..tanto vale..
Bella vietta la nostra quella alla dx che abbiamo salito e trovato divertente. Poco impegnativa ad eccezione di un paio passaggi dove la roccia offre poco per i piedi e prese parecchio arrotondate per le mani.
Ma un po’ l’intera struttura presenta se vogliamo, questo tipo di appigli mai netti. In compenso, ricca e’ la scelta per un buon appoggio dei piedi.
Non ci aspettavamo di trovare la strada sbarrata gia’ da appena sopra il Maraman, che ha finito per allungare i tempi di avvicinamento alla base di un abbondante oretta e mezzo, da un altrimenti banale quarto d’ora, sufficiente avessimo potuto salire un po’ di piu con l’auto ma tante’,,
Non paghi calati dalla via battezzata col nome di “Vento in poppa” con una doppietta (sosta attrezzata) di una 15ina di mt, saliamo alla sovrastante Cima Reina col cielo nel frattempo andato ormai a coprirsi totalmene e nebbia a salire su dai pendii sottostanti. Pensato bene data la visibilita’ nulla o quasi, di ripercorrere i passi dell’andata, anche se l’intenzione era per un rientro ad anello giu’ per il vallone del Sibolet, ma con quel fitto nebbione presente al momento dell’arrivo in vetta abbiamo ritenuto che non era proprio il caso..
Rod Enzo