50m
Percorso con sviluppo non trascurabile ma su bella mulattiera fino al bivio nel vallone delle Acque Rosse.
Dal piazzale del parcheggio si prende la strada che parte dal suo fondo sulla sinistra e si prosegue per qualche decina di metri sino ad incontrare alcune paline sulla sinistra che si trovano all’inizio di un sentiero che sale a gradini; imboccato il sentiero ci si alza decisamente oltrepassando alcuni bivi ben indicati dalle paline dopo le quali, sfiorata la strada, ci si dirige verso una bastionata rocciosa che si risale passando da una condotta dell’acqua. Contornata la bastionata si passa davanti ad una cappelletta 1822 m dalla quale si perde qualche metro di dislivello e si giunge ad un pascolo dove al suo inizio si trova un bivio al quale si tiene la destra per attraversarlo; si passa dunque a distanza davanti alle baite di Goilles superiori e, svoltando leggermente alla sinistra, si percorre un breve tratto in falso piano in discesa per raggiungere la vicina baita di Goilles inferiori 1834 m. Le si passa davanti e ci si avvicina al torrente che si attraversa su un ponte dopo il quale si sale leggermente costeggiando un pendio erboso al termine del quale si attraversa una mulattiera e si prende il sentiero che entra nel bosco 1856 m.
Ora la pendenza aumenta un po’ rimontando l bosco con tornanti che si alternano a brevi traversi coi quali ci si sposta verso l’alto e, dopo una serie di strette curve, si supera un breve tratto protetto da un corrimano; risalito ancora un canale erboso si contorna ancora verso destra arrivando ad una breve discesa al termine della quale si trova un bivio segnalato dalle paline 2140 m. Qui si tiene la sinistra e, abbassatisi leggermente, si attraversano due torrenti su altrettanti ponti di legno dopo i quali si sale verso sinistra sul pendio arrivando in breve al casotto del P.N.G.P. di Teppes Longues(2162 m. Compiuti pochi tornanti si passa da un poco marcato colletto erboso e, tenendo la destra, si giunge ad una bassa bastionata rocciosa camminando sul sentiero sorretto da un breve muretto a secco. Dopo di questo si passa un pianetto erboso e, col sentiero che contorna un basso promontorio, si procede a mezzacosta entrando nel vallone dell’Urtier; senza guadagnare eccessiva quota si avanza con percorso pressoché rettilineo sino ad incrociare un bivio segnalato dalle paline sopra un sasso 2362 m)al quale si prende il sentiero che sale alla destra. Compiuto subito un tornante si sale con leggera pendenza percorrendo la fiancata erbosa della montagna in senso inverso a quello sino ad ora salito; il sentiero, passando sotto ad una placconata rocciosa si dirige verso una bassa puntina che si supera alla sinistra. Compiuti un paio di tornanti si aggira poi la cima rocciosa e, attraversata una breve pietraia, si entra nella parte bassa del vallone delle Acque Rosse; rimanendo sulla sinistra (destra idrografica) si passa poco sopra un laghetto indirizzandosi verso una poco marcata depressione oltre la quale, sulla sinistra, si trova un rudere 2490 m.
Si prosegue lungo il sentiero 13D diretto al colle, molto dolce al di sotto delle pendici della Punta Nera del Miserino, fino a circa 2600 m dove si incontra un bivio con una delle vecchie strade di caccia ormai abbandonate, diretta a sinistra al Colle della Scaletta. Si incontreranno ancora delle vecchie frecce gialle e dei tratti in cui la pista è ancora conservata, ma è un tracciato non più curato ed in numerosi tratti praticamente scomparso (le mappe online comunque lo riportano).
Si tocca un ripiano con un bel laghetto nascosto da una bancata di roccia, lo si lascia a destra iniziando un traverso ascendente lungo il versante detritico, dirigendosi nel canalone che adduce al Colle della Scaletta. La traccia a volte scompare perchè franata ed in seguito si dovrà attraversare una breve ma caotica pietraia, prima di raggiungere una piccola conca a sinistra di un dosso erboso. Qui ricompare a tratti il muretto di sostegno della mulattiera, che con un po’ di serpentine risale nemmeno così scomodamente il canalone fino al colle 2849 m. Da qui a destra si sale senza particolari problemi il pendio diretto alla Punta del Rancio, seguendo una vaga traccia, sino ad una piccola selletta detritica, con la cima a destra.
Qui si sale fino ad una placca rocciosa che si aggira comodamente sulla destra su pendio di pietrame, per poi ritornare a sinistra ormai in prossimità del grosso ometto di pietre. Su un masso a sinistra si trova il triangolino del CAI Rivarolo.
La cima ovest (anche qui visibile un cippo di pietre), è raggiungibile tramite cresta con difficoltà da verificare (EE/F – F) ma obiettivamente non ne vale la pena, non è distante ma richiede sicuramente un po’ di tempo vista la laboriosità del tragitto.
Per il ritorno, consigliabile una breve deviazione per andare ai bellissimi laghi delle Acque Rosse, da dove si ritrova poi il sentiero diretto al colle delle Acque Rosse che riporta al bivio di quota 2600 m.
- Cartografia:
- Fraternali 1:25000 n.28 Aosta, Pila, Valle di Cogne, Gran Paradiso
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