Gita classificata EE per il breve tratto finale, abbastanza ripido e privo di qualsiasi traccia.
Buon sentiero per il resto dell’itinerario, ambiente bellissimo.
Il dubbio che il colle raggiunto non corrispondesse alla meta preposta, ha fatto si che sono sceso alla base delle rocce del canalino, le ho contornate verso destra(direzione Colle di Acque Rosse) e raggiunto lo stretto intaglio fra le quote 2931 e 2943 carta Mu-edizioni, forse più verosimile alla descrizione della Guida dei Monti d’Italia Gran Paradiso CAI-TCI, però anche qui nessuna traccia del sentiero 13e in discesa sul versante Cogne, anzi mi è parso che il canalino in discesa sia ben più stretto, ripido e difficile del precedente. Rimane ancora il dubbio, anche se molto poco attendibile, che la vera Bocchetta del Rancio sia l’intaglio di destra il più stretto ed il più alto, quota 2917; che dire, sarà oggetto di una prossima gita.
Partito con l’intenzione di raggiungere la Bocchetta della Scaletta m. 2850, ho risalito il canalino di destra, come consigliato dalla relazione 256b della Guida dei Monti d’Italia Gran Paradiso CAI-TCI, però al termine della costola erbosa non ci sono tracce di animali ma una barriera rocciosa solcata da un ripido canalino erboso nella parte iniziale, da dove ho deciso di tornare sui miei passi riscendendo e con un traverso raggiungere il Sentiero Reale del Colle della Cadrega, per salire, come ripiego, alla Bocchetta del Rancio.
In discesa dall’intaglio tra le quote 2931e 2943, a sinistra della Bocchetta del Rancio, con un traverso sotto le rocce della cresta, dapprima su sfasciumi poi su pietraia ho raggiunto il Colle di Acque Rosse.
Salita in solitaria, fino alla baita Tenson, dove sono stato raggiunto prima dal cane “Moreto” molto dolce e affettuoso e poi dal pastore, in visita al gregge alle baite del Rancio. Avvistato alcuni giovani stambecchi ed un’aquila in volo sopra la Bocchetta.