- Accesso stradale
- /
- Osservazioni
- Nessuno
- Neve (parte superiore gita)
- Polverosa
- Neve (parte inferiore gita)
- Farinosa compatta
- Quota neve m
- 1600
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
Partite alle 7.20 da sotto alla diga, temperatura -3.
Salite su traccia già presente seguendo la classica salita che va tutto in traverso e al torrentello salta su al pianoro del rifugio Chalet de l’Épée. Era tracciato in salita anche il canalino che si usa per la discesa, ma con tutte quelle inversioni non credo si facesse prima.
Ottima traccia da dietro al rif. e fino in punta (fatta dal mio compagno e il suo amico Marco il giorno prima 😛).
Il pendio finale ripido salito per metà con gli sci e per metà con i ramponi (avevamo la picca ma non l’abbiamo usata). In punta dopo 4h30 (11.50).
Discesa: appena sotto la punta abbiamo calzato gli sci e siamo scese in derapata per metà pendio ripido sulla striscia di uno scaricamento che aveva fatto partire il giorno prima Clo. Praticamente all’altezza di dove abbiamo calzato i ramponi abbiamo ripreso a curvare 😅
Poi ottime curve su neve polverosa.
Qualche traccia di discesa dell’eliski sempre del giorno prima, ma solo per un breve tratto poi hanno deviato verso i pendii della Forciaz.
Nel pianoro tagliato tutto verso dx faccia a valle per andare a prendere il canalino, che abbiamo bypassato e continuato a deviare fino a trovarci nel bosco del vallone del Sigaro. Qui neve di nuovo molto bella. Sbucate alla chiesetta che si incrocia salendo al Sigaro, qui la neve era abbastanza lisciata dai passaggi.
Diga al rientro sempre eterna (e neve zero mollata).
Dalla punta in 1h15 alla macchina.
Con Vale e nessuno in giro, temperature perfette, zero vento, neve bella, gita di soddisfazione… W il primo giorno di primavera 😜