Quinzeina o Quinseina (Punta Sud) da Frassinetto

Quinzeina o Quinseina (Punta Sud) da Frassinetto
La gita
Accesso stradale
Strada pulita.
Osservazioni
Visto valanghe a pera esistenti
Neve (parte superiore gita)
Farinosa ventata
Neve (parte inferiore gita)
Crosta da rigelo non portante
Quota neve (m)
1200
Equipaggiamento
Scialpinistica

Partenza alle 9:00 da Frassinetto, orario già di per sé sospetto per una gita seria, rallentati ulteriormente da una giacca dimenticata al bar: perché lo sci alpinismo è anche gestione del guardaroba. I primi metri regalano illusioni ottiche: neve fresca, quasi canadese, quella che ti fa pensare “oggi spacchiamo”. Poi si sale verso Pian del Lupo e la realtà bussa forte: vento e quel timido sole di venerdì avevano già firmato la neve, rendendola più vissuta di un rifugio a fine stagione.
Ma pazienza, perché in punta la Quinzèina fa la Quinzèina: panorama spaziale, vista totale sul Canavese, roba da fermarsi a guardare l’orizzonte fingendo di riposare.

La discesa è un’esperienza mistica in tre atti. Primo tratto: goduria vera, curve larghe, sci che cantano. Secondo tratto: Good Morning Vietnam, pietre fiorite come primule, sci benedetti uno a uno e qualche riga artistica, ma senza pianti. Terzo tratto: di nuovo sciabile, quel tanto che basta per chiudere con dignità e sorriso.
Al rientro: 13 gradi a Frassinetto.
Praticamente sci alpinismo con clima da spriz.

Nel complesso una gran gita. La Quinzèina, la Bella Dormiente, è uno dei simboli del Canavese: quando si sveglia e c’è neve, non si discute, si va. Subito. Anche se non è canadese.

Menzione speciale a Francesco, partito da Torino carico come una molla, forse leggermente illuso dal sognatore canavesano: convinto di trovare polvere infinita, arriva con dei palettoni da freeride, ma dimentica i bastoncini. Soluzione? Autarchia pura: due rami intagliati sul posto. Spirito alpino, zero tecnologia, 100% folklore.

Gita completa: panorami, risate, illusioni infrante e sci segnati. In pratica, sci alpinismo fatto bene.

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