Quinta Kirchlispitze Haldejohli

Quinta Kirchlispitze Haldejohli

Dettagli
Altitudine (m)
2050
Dislivello avvicinamento (m)
420
Sviluppo arrampicata (m)
400
Esposizione
Sud
Grado massimo
6b
Difficoltà obbligatoria
6a
Difficoltà artificiale (se pertinente)
a0

Località di partenza Punti d'appoggio

Note
Classica arrampicata della Quinta Kirchlispitze, molto varia (placca, strapiombo, diedro e anche camino) e su bella roccia compatta, a tratti lisciata. Aperta a chiodi normali (tranne due spit sul passo chiave all'ultimo tiro) e recentemente richiodata con anelli resinati alle soste e alcuni fix sui tiri, comunque mai più di tre e non sui passi difficili.
La via sfrutta inizialmente la serie di diedri che divide la Quinta dalla Settima Kirchlispitze, poi si porta sulla parete a sinistra e forza uno strapiombo per uscire sulla cresta sommitale.
Avvicinamento
A13 svizzera uscita Landquart, poi verso Davos fino a Schiers (12 km). Si svolta a sinistra e si prosegue per Schuders (7 km), dove la strada già molto stretta diviene sterrata. Altri 8 km di sterrato portano alla Gruscher Alpli (1631). Parcheggio (limitato) poco a monte della malga.

Per la sterrata si prosegue verso le pareti, si passa il ruscello e si segue una traccia sulla sponda sinistra (destra idrografica) in direzione della Schweizertor. Si incrocia il sentiero che viene dal valico e lo si lascia subito per salire un pendio ghiaioso che porta alla cengia alla base della Quinta Kirchlispitze, in corrispondenza dell'attacco della via Acacia. Si segue la cengia verso destra per circa 50 m. Attacco nel canale che divide la Quinta dalla Settima (ore 0.45-1).
Descrizione

L1, 50 m, 3: per il canale e le rocce a destra (2 chiodi) ad una sosta sotto uno strapiombo ancora sulla parete della Settima Torre (anello).
L2, 35 m, 6a+, 3 spit, 3 chiodi, una clessidra: uscire dallo strapiombo a sinistra, poi direttamente per placche non semplici con uscita a sinistra in sosta.
L3, 40 m, 5b, 2 chiodi 1 spit: direttamente per il diedro soprastante che in alto diviene camino stretto (passaggio caratteristico).
L4, 40 m, 5a, 1 ch. e 2 spit: ancora per il diedro-toboga di roccia lisciata.
L5, 40 m, 5c+, 2 spit e 1 chiodo: placchetta sul fondo del canale, poi a sinistra per rampa e infine bel diedro fessurato.
L6, 40 m, 5c, 2 spit e 2 chiodi: leggero obliquo per la parete di placche a sinistra.
L7, 20 m, 4, 1 spit: caminetto sopra la sosta, punto di fermata sulla rampa erbosa obliqua che fascia la parete sommitale.
L8, 35 m, senza difficoltà a sinistra per la rampa erbosa.
L9, 40 m, 4, 1 spit: si passa tra la parete ed il gendarme e si esce sulla destra per lo spigolo di placche. Sosta su comoda cengia.
L10, 30 m, 5b, 2 spit: ancora per lo spigolo di placche fino alla sosta sotto il cercine strapiombante di vetta.
L11, 40 m, 6b o 5c+/A0, 4 spit: a destra si supera lo strapiombo con un breve passo di forza su roccia gialla a scaglie, si aggira lo spigolo e si esce in vetta per un bel diedro.

Discesa (soluzione da noi scelta): dalla sosta 11 calata di 60 metri (oppure 2 di 30 m) fino alla cengetta della sosta 9, seguendo la quale a destra si esce dalla parete sul versante nord. Per un breve canale si raggiungono gli sfasciumi basali, si attraversa a sinistra e per un ghiaione si scende ai prati sotto le torri, lato Austria. Verso destra in pochi minuti alla Schweizertor.

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Storico:
Primi salitori: V. Eggenberger, L. Roffler e F. Tschirky nel 1981
Bibliografia:
M. Luginbuhl-A. Pasold, Kletterfuhrer Ratikon Sud, Panico Alpinverlag 2002
quelo64
10/09/2012
8 anni fa
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