Punto Nodale (Cima del) da Terme di Valdieri

Punto Nodale (Cima del) da Terme di Valdieri
La gita
Calzino84
5 08/10/2025
Accesso stradale
Autostop

La vetta è il culmine di un’aguzza cresta rocciosa costituita da giganteschi massi incastrati. Noi abbiamo traversato dalle Terme di Valdieri fino al ponte della Vagliotta, via Passo del Punto Nodale con annessa cima. Nella zona sommitale si vive un senso di isolamento profondo: si lasciano i dolci boschi di fondovalle e salendo i sentieri si fanno più sottili fino a sparire del tutto. L’atmosfera diventa un connubio magnetico tra orizzonti aperti, luminosi, e pareti cupe, cattedrali di roccia che chiudono i valloni. Dalle Terme il lungo bosco prima di faggi e poi di secolari conifere (Larici di Valdieri) offre ombra e scorci ampi sulle vallate circostanti: Le pareti caotiche del Matto e la geometria scolpita del Corno stella dominano il paesaggio. Si incontra il poetico Lagarot nel quale il canale di lorousa sembra voler tuffarsi. Ci si trova in un incantevole pianoro tra la cima stella, la dragonet e le aste soprane. In breve si raggiunge il Rifugio morelli buzzi (godersi gli ultimi tratti di bel sentiero-addirittura lastricato) alla base dell’immensa parete nord del monte stella, mille metri di muraglione scurissimo.
Dal rifugio seguire le indicazioni per il passaggio del punto nodale ammirando la cresta sud della Mondini, ricca di torrioni (tra cui spicca il famoso Sigaro) e dopo un laghetto, abbandonato il sentiero che sale a dx verso il colletto di Lourousa si prosegue dritti su una ripida traccia ai piedi di un salto di roccia. Quì subito il passaggio più tecnico di tutta la gita: si imbocca un canalino di placche inclinate da non sottovalutare, specie con zaini pesanti o roccia bagnata (I/II°). Solo l’ultima parte è attrezzata con una cordicella. Usciti dal canale si affronta l’ultimo ripido pendio di magra erba con il gruppo del Gelas ben in vista verso sud-est. La vista si apre anche da un lato sul gruppo Prefouns-Tablasses e dall’altro su Cayre dell’Agnel, testa della Rovina e company, poi Nasta e Baus fanno capolino. Pochi ometti, ma l’orientamento è banale: si punti a nord verso un evidente roccione che sovrasta l’angusto intaglio denominato Passo del punto nodale (2790m). Poco prima di giungere al passo si può già iniziare a traversare a dx costeggiando la base della cresta di vetta. Giunti sullo spartiacque delle Rovine (a picco sul vallone del Latous), si può restare sul lato morelli salendo per facili canalini e brevi placchette oppure alternare il versante Latous (più esposto) e si guadagna l’esile e selvaggia cima (15 minuti dal passo, I°). Panorami mozzafiato da una prospettiva insolita; L’Oriol e il Sacilotto sono così vicini che sembra di poterli toccare. Ci si sente altissimi ma allo stesso tempo sovrastati e inclusi al centro del cuore cristallino e severo delle Marittime (con Argentera Nord e Sud a spiccare). Più in basso la vista si poggia sul contorno di cime sedimentarie della bassa valle gesso; infine sulla pianura, con Monviso e Rosa a coronare. Tornati al passo, si può scendere verso la Vagliotta. Si incontra inizialmente un panoramico terrazzo detritico e si nota già in lontananza il bivacco Costi Falchero (prefabbricato rosso alla base dell’Asta Sottana), ma dopo un paio di tacche rosse si tocca il ciglio di una rupe vertiginosa. E’ importante NON prendere un canalino dinnanzi che può sembrare invitante (né altri nei dintorni). Seguire invece la tacca ad angolo retto che impone quì la svolta a sinistra. Pendenza ed esposizione sono comunque forti ma seguendo i segni si taglia per cengie e roccette molto ben appigliate (sempre <II°) fino a guadagnare, con un po' di attenzione, la base del precipizio. Scendendo ora lungamente verso il bivacco (percorso segnalato da tacche e ometti ma non obbligato, fra rododendri, pietraie e rocce montonate) ci si guarda alle spalle impressionati non solo dall'aspetto massiccio e imponente che la cima del Punto Nodale offre da quest'angolazione, ma anche dalla maestosità dello stesso valico: il burrone appena sceso appare un po' inquietante. Sicuramente la prospettiva amplifica gli strapiombi, ma ciò non toglie che con nebbia o maltempo sia sconsigliatissimo, in più si trova spesso neve e ghiaccio (lato nord). Dal bivacco in giù si può seguire una crestina un po' delicata ed aerea che scende verso una miniera di arsenopirite abbandonata, oppure ridiscendere direttamente il centro di un vallone tra la suddetta crestina e le pareti dell'asta sottana: la traccia si fa gradualmente più evidente fino a diventare comodo sentiero e le ripidità si calmano lasciando spazio ai verdi pascoli della Vagliotta, fra spumeggianti cascate e fiabesche faggete.

Il Punto Nodale deve il suo nome ad una peculiarità geo-topografica. E’ infatti l’unica cima del gruppo aste-oriol ad essere un “punto triplo” che fa da spartiacque contemporaneamente tra le valli vagliotta, lourousa e rovina. Dalla cima si diparte infatti la cresta che discende verso il colle del chiapous connettendosi con la serra dell’Argentera!

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