- Accesso stradale
- ok
Avvicinamento abbastanza intuibile seguendo gli omini prima nella faggeta e poi dalla seconda pietraia in avanti, ma la traccia gps torna sicuramente utile. Utile anche la foto caricata da Teo (18/01/2022) per individuare facilmente l’attacco della via. Scritta “Boccalatte 1935” in piccolo alla base. 1° tiro facile; se si decide di proteggersi al primo intaglio conviene allungare le protezioni per evitare attriti delle corde. 2° tiro, non abbiamo visto il primo chiodo, ma solo il secondo; il tiro è tuttavia facilmente proteggibile a friend. 3° tiro breve. 4° tiro molto bello lungo un diedro fessurato, reso facile dalla particolare roccia scalinata sul lato sinistro, uscita fisica a sinistra dove ci si può proteggere sia su un chiodo sia su uno spit. 5° tiro abbiamo fatto circa due metri di traverso a sinistra, ma non abbiamo trovato il chiodo, probabilmente bisognava proseguire ancora un po’ in orizzontale; noi abbiamo preferito salire subito lungo una fessura comoda per le mani fino a riprendere la linea grazie ad un evidente spit. 6° tiro facile trasferimento e poi 3 metri sprotetti per salire la facile paretina che porta alla base dell’evidente triangolo di roccia solcato da una fessura. 7° tiro come da relazione, nella prima parte abbiamo seguito gli spit; dopo aver superato il primo spigolo non eravamo sicuri di dove proseguire per il successivo salto (spit alla base); abbiamo optato per traversare leggermente a sinistra su rocce color mattone apparentemente instabili (un enorme masso sta per venire via, ma si può evitare di utilizzarlo come appoggio) e abbiamo risalito lo spigolo mantenendoci sul lato sinistro usando un friend n° 4 per proteggere. Tiro lungo dove è necessario allungare bene le protezioni. 8° tiro, sosta visibile già alla partenza. Salire puntando alla sosta per fessure facili.
Assolutamente consigliabile non fermarsi ai primi 5 tiri; gli ultimi 3 regalano un’arrampicata aerea e divertente; a arrivare in cima per godere dei bei panorami vale sicuramente la pena. Scesi con due doppie su soste come da relazione e due doppie su alberi fino quasi alla base della via.
Una gita che è un viaggio, non solo dal punto di vista della lunghezza del percorso per raggiungere la via e dell’arrampicata stessa, quanto dal punto di vista della storia che si respira salendo da Chiampernotto all’insediamento abbandonato di Monaviel, probabilmente abitato all’epoca in cui Boccalatte salì quassù, poi alla borgata Vieia circondata da una magnifica faggeta, e infine alla base della Piramide. Oggi gps alla mano è tutto più semplice e forse meno romantico. Ma per chi, come me e me Luca, apprezza ogni tanto tornare indietro nel tempo e riscoprire luoghi meno battuti e meno instagrammabili, questa è la gita perfetta.
Un ringraziamento a chi, con un lavoro di richiodatura, ci ha dato l’opportunità di rivivere questi luoghi.