Prima di lasciare il kayak chiavi in mano, il ragazzo del noleggio consulta il baywatch della spiaggia, e senza il suo benestare non si fa la gita.
Mi sembra più che giusto. Ma oggi il vento viene da est, e al riparo della scogliera sarò tutto il giorno sottovento.
Quindi bandiera gialla. Che qua vuol dire mare relativamente calmo. Quella verde, alle Canarie praticamente non esiste.
Ho fatto la gita da solo, perchè non avevo altre alternative. Ma non prendetemi come esempio.
Se non si è un buon kayakista e nuotatore, è meglio andare in gruppo perchè qui il mare non scherza.
Quindi parto alle 9,30.
Ho già fatto questo percorso 2 anni fa , ma mi sono fermato alla spiaggia di Masca che è l’unica con un molo.
Quindi parto deciso, tenendomi scostato di 200/300 metri dalla costa.
La spiaggia si trova più o meno a 10 km di distanza. Con piccole onde nel senso contrario arrivo senza problemi riconoscendo subito l’anfratto in cui si trova la piccola spiaggia.
Per toccare scelgo da lontano un punto dove mi pare ci sia meno schiuma sulla spiaggia. Ma nonostante il mare sia calmo, arrivo come un missile sulla sabbia e mi lancio fuori prima di ribaltarmi.
La spiaggia è bellissima e pulitissima, con un fascino di inesplorato. Non cè alcuna presenza di passaggio dell’uomo.
Dopo un pò di riposo, riparto. Ma le onde non cessano. Ogni volta che spingo il kayak e cerco di salirvi sopra, un’onda ci ributta con violenza in dietro.
Ovviamente non prende il telefono e se mi faccio male, non lo saprebbe nessuno.
Ad ogni modo noto che le onde seguono una serie precisa, facendone un paio leggere per poi aumentare e diminuire di nuovo.
Capito il trucco, riesco a risalire sul kayak e mi allontano velocemente.
Lungo il ritorno faccio tappa nelle spiagge di Juan Lopez e di Masca, che già conosco. Qui la bassa marea ha lasciato scoperti piccoli tratti sabbiosi dove si può arrivare senza rischiare le gambe.
Rientro senza problemi al punto di partenza per le 17.30.