Platasse (Monte) da Brusà del Plan

Platasse (Monte) da Brusà del Plan
La gita
andrea81
4 11.11.2006

Gita che in questa stagione regala completa solitudine.
Tutta la valle Argentera era per me. Incontrato un simpatico topolino tanto intento a rodere che non si è curato di me, un branco di cervi e numerosi camosci. Inoltre ho incontrato il margaro di Brusà del Plan che stava chiudendo per andarsene e mi ha detto che una stagione con così poca neve non accadeva dal 1978..
Lasciata l’auto in uno dei molteplici piazzali adibiti a parcheggio in corrispondenza del ponte di Brusà del Plan, si raggiungono a piedi le case. Non sperate di incontrare un sentiero evidente. Ci sono due possibilità: o si segue la carrozzabile cha parte dulla sinistra della cappella oppure ci si dirige in direzione del Rio Colombiere e dopo averlo attraversato si incrocia una traccia che sale lungo la sinistra idrografica del torrente. Inizialmente il sentiero è evidente poi va a perdersi, probabilmente a causa dei dissesti delle recenti alluvioni. Conviene allontanarsi un po’ dal margine del ruscello per risalire i pendii nel bosco dove sono meno ripidi. Ci si deve ricordare di ricongiungersi al Rio in corrispondenza del finire degli alberi, cioè allo sbocco del Vallone Colombiere.
Giunti nella piana dove si trovano alcuni fabbricati credo dell’acquedotto e dove giunge una carrozzabile proveniente da Bessen Hautes, si segue fedelmente il sentiero ben evidente, fino al punto in cui il vallone volge a sinistra. Si deve quindi scendere e attraversare il rio per poi risalire sul versante opposto con tracce molto lievi. Si deve puntare alla sella tra il Monte Platasse e le Rocce del Rouit. Se invece non si svolta a sinistra si arriva alla base della pietraia che conduce al Monte Giornalet.
Risaliti quindi per vasti dossi erbosi, si deve puntare alla sella visibile da lontano tenendosi preferibilmente sulla sinistra orografica del valloncello, la traccia è abbastanza visibile solo negli ultimi metri un po’ più ripidi sotto il colletto bisogna fare riferimento a degli ometti.
Giunti al colle, abbastanza verticale sul lato della Val Troncea, si sale per cresta ampia ed elementare fino alla cima raggiungibile in 15-20 minuti.
In caso di vento (come è successo a me) meglio percorrere una traccia che si tiene alcuni metri sotto la cresta. Dalla croce di vetta (che ho usato come ancoraggio) bella vista sulla vicina Rognosa del Sestriere, sul Delfinato (Barre des Ecrins e Pelvoux) e sulle cime di Val Troncea e Val Argentera fino a perdersi al Monviso.
Peccato solo per la giornata troppo nuvolosa e troppo ventosa.

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