Partiti da Hell-Bourg di buon mattino, giungiamo alla Gîte Caverne Dufour nel primo pomeriggio. Il sentiero guadagna faticosamente la spalla su cui sorge la Gîte de Bélouve, poi si snoda sul filo di cresta, attraversando la rigogliosissima foresta tropicale. Lunghi tratti impraticabili a causa del fango sono stati attrezzati con passerelle e scalette. Giunti nei pressi di Cap Anglais, il panorama si allarga ad abbracciare la cima del Piton des Neiges e l’intero orizzonte, facendoci pregustare la vista mozzafiato del giorno dopo. La Caverne Dufour è decisamente spartana: ci viene assegnato un bungalow tendato esterno, ma la serratura è rotta e la porta non si chiude. Sveglia alle 05:00 per guadagnare la vetta in tempo per il sorgere del sole. L’ambiente illuminato dalle pile frontali si fa via via più roccioso, rivelando il passato vulcanico della montagna. Arrivo in vetta accarezzati dai primi raggi del sole e sferzati da raffiche di vento gelide. Dopo le foto di rito, ci aspetta la colazione in rifugio e l’infinita discesa verso Cilaos, attraverso il versante chiamato dai locali “Le Bloc”.
Punto culminante dell’isola de La Réunion e del nostro trekking. Salita faticosa, a tratti estenuante, soprattutto perché affrontata dopo 8 giorni di saliscendi, ma ne vale la pena.