Dal piazzale del Balzolo si segue inizialmente il percorso del G2 lungo la sterrata. Superata la prima galleria ed oltrepassata di pochi metri la “Grotta del Filarello”, si notano a dx degli scalini. Si risalgono gli scalini cementati e si continua lungo il sentiero. In breve si arriva ad un bivio; si tralascia il sentiero a dx in salita e si segue quello a sx in piano verso l’Eremo Fratanallo. Si può operare una breve digressione e seguire quello a dx in salita che conduce velocemente alla “Grotta Prevelosa” (secondo alcuni Grotta Polverosa , secondo altri Grotta della Prevela o sgabello, dalla poltrona in pietra presente al centro della grotta); nelle adiacenze , a sx della grotta la Falesia di arrampicata del Torrione. Tornati in basso al bivio precedentemente segnalato, si segue il sentiero in piano verso l’Eremo Fratanallo (sporadici segnali “GF” in vernice sulle rocce).
Si segue lungamente il sentiero (svariati ometti) finchè si giunge ad un punto in cui bisogna disarrampicare su alcune roccette esposte (I°) per raggiungere la continuazione del sentiero che decorre più in basso. In alternativa continuare sul sentiero per alcuni metri verso dx per poi scendere un canaletto provvisto di corda fissa , ancorata alla roccia ed agli alberi, che permette di raggiungere la continuazione bassa del sentiero. Dopo poco si raggiunge l’Eremo Fratanallo, posizionato sotto una lunga parete rocciosa, all’incirca a 950m. di quota. Si continua oltre l’Eremo seguendo il sentiero , provvisto di ometti, ma senza più segnali in vernice, che si arrampica lievemente lungo una rampa rocciosa; in qualche tratto occorre poggiare le mani sulla roccia per avere maggior equilibrio, come per es. quando bisogna risalire verso dx alcuni scalini scavati nella roccia dai pastori, forniti anche di appigli per le mani. La rampa rocciosa continua sulla sx orografica del vallone (“Valle Funde”), finchè se ne raggiunge quasi la sommità.
A questo punto si individua un sentiero (Sentiero del Coniglio) che traversa verso dx salendo moderatamente su bancate rocciose solcate da canaletti, verosimilmente realizzati nei secoli passati da pastori e boscaioli per rendere più agevole il transito delle greggi o dei muli con il loro carico di legna. Seguendo questo sentiero si transita sotto il Rifugio, dove esiste una roccia alta circa 10 metri, che richiama le sembianze di un coniglio e che dà per l’appunto nome a questo sentiero. Poco dopo aver superato il “Coniglio” si trova un bivio: a sx si sale rapidamente nel bosco al Rifugio Pischioli, andando dritti invece si raggiunge la radura della Crauce (Croce) a 1045m. e si può scendere al Balzolo lungo il vecchio sentiero G1.Il Rifugio Pischioli è provvisto di un tavolo, un tavolaccio per dormire ed un caminetto con legna. La grotta è stata utilizzata dai pastori come ricovero delle greggi fino al 1990, e trasformata successivamente in bivacco. Nelle vicinanze c’è un fontanino ed ‘un’area pic-nic.
Discesa: si segue il sentiero segnato CAI G1, che transita a quota 1045 per la radura della Crauce (Croce), lascia sulla sx un sentierino a quota 1035 che si dirige verso la Sterrata delle Coste, attraversa poi il Piano Serra, a 950m. circa, raggiunge una grande presa dell’Acquedotto, passa di fianco al Cimarrocco (Dea Maja, simbolo della Majella) e termina infine al Balzolo.
In alternativa dal Pischioli si può scendere per la variante del G1, recentemente segnata, che utilizza la sterrata delle Coste, e che inizia pochi metri sotto il Pischioli, deviando a sx dal vecchio G1.
- Cartografia:
- Carta CAI Majella
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