Era ormai più di un anno che continuavamo a rinviare questa salita accampando la scusa di condizioni migliori e quando oggi Franco mi ha proposto di salire alla Cima Piriè, ben volentieri ho accettato l’invito pur sapendo che non si trattava di una passeggiata. Le incognite erano molte, il tracciato l’abbiamo studiato su foto fatte dai dintorni, non sapevamo in che condizioni fosse il sentiero che sale oltre la borgata Verlucca e se le dorsali battezzate fattibile, non ci avessero riservato brutte sorprese. Fortunatamente si sale su discreta traccia di sentiero fino a 1250 m. circa, poi si piega su dorsale senza sentiero, i tratti sono ripidi e in parte sporchi di boscaglia, se poi ci aggiungiamo il fatto che oggi i versanti rivolti ad est erano parzialmente innevati su fondo con foglie e anche parzialmente gelati, ci sarebbero stati tutti i motivi validi per rinunciare, però noi eravamo fortemente convinti, motivati e determinati ed usando al meglio le nostre doti “ravanatorie” abbiamo centrato l’obiettivo. Ovviamente un grande grazie a Franco, compagno impareggiabile per questo tipo di salite.