- Accesso stradale
- Lasciata l'auto a Champoluc, da qui in funivia fino al Crest
Salita facile nella prima parte, in assenza quasi totale di neve. Unica eccezione, un lastrone di ghiaccio sul ponticello che si incontra lungo il sentiero, da attraversare con estrema cautela. In fondo al vallone di Cuneaz, dove il sentiero inizia a salire ripido, si incontra la prima neve quasi costante. La salita verso il canalino che porta al pianoro sovrastante è da affrontare con attenzione: la neve farinosa nasconde rocce e buchi. Nella parte finale, subito prima delle corde occorre cercare il sentiero nascosto dalla neve, alcuni metri sono un po’ esposti.
Finito il canalino si entra nel pianoro superiore. Qui la salita non è ripida ma al contrario della parte precedente, si trova molta neve accumulata e non rigelata, per cui a tratti si sfonda anche fino al ginocchio. Risultato: sono avanzato molto lentamente fino al colle Pinter, dove mi sono fermato vista l’ora, il tempo e la stanchezza.
L’obiettivo iniziale, il Testa Grigia, è sfumato: la neve prima lungo la salita al canalino e poi anche nel tratto successivo mi hanno rallentato non poco. Peccato anche per il tempo, quasi sempre nuvoloso.
Un solo escursionista in giro, oltre a me.