Piero (Cima di) – Cocco Gelato

Piero (Cima di) – Cocco Gelato
La gita
jek28
5 23/06/2026
Accesso stradale
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La via è difficile, molto continua e sostenuta. La chiodatura è spaziosa, anche il tiro duro non è chiodato alla nausea malgrado sia davvero estremo. Roccia da ottima a eccellente, solo il primo tiro ha roccia mediocre con tante scaglie mobili, porre attenzione. Per i gradi sono daccordo con i ripetitori:

L1 6c+/7a roccia mediocre, chiodatura spaziosa.

L2 7c? placca verticale, tiro corto. Sinceramente non saprei gradare il tiro, certi singoli sono venuti, altri no. Forse provandolo sarebbe concatenabile, farlo a vista è estremo.

L3 7a+/b chiodatura spaziosa, bel tiro.

L4 7a passo ostico al secondo rinvio poi continuità su prese distanti ma buone in leggero strapiombo, bel tiro.

L5 7a passo duro al secondo rinvio poi le difficoltà calano. Negli ultimi metri la qualità della roccia scende.

Sapendo che la via va in ombra al pomeriggio abbiamo attaccato alle 14, ora in cui il sole tramonta dietro alla parete.

Discesa in bici elettrica, figata!

Giornata epica, con avvicinamento in bici elettrica fino al Colle del Prel. Da lì, una breve discesa nel vallone del Marguareis ci ha portati alla successiva risalita verso l’evidente parete.

L’ultima parte dell’avvicinamento è stata pazzesca: in salita siamo riusciti a limitare il più possibile il ravanage, mentre in discesa ci siamo persi nel labirinto di pini mughi, impiegando quasi un’ora per scendere dall’attacco della parete fino al sentiero poco più in basso, per appena 100 metri di dislivello. Eravamo alle comiche. Conviene quindi prestare molta attenzione all’itinerario per evitare di perdere tempo tra i mughi.

La combinazione bici/arrampicata era un’idea studiata e attesa da tempo, molto soddisfatto della riuscita della giornata. I temporali che ci hanno circondato per gran parte della salita, facendoci temere di non riuscire a terminare la via, hanno reso l’atmosfera ancora più memorabile. Alla fine il maltempo ci ha raggiunti solo per una mezz’ora, appena dopo l’ultima calata. Per fortuna il tetto della parete ci ha offerto un ottimo riparo dalla pioggia.

Grazie a Andre, Cava e agli altri che hanno contribuito all’apertura. Dopo tanto tempo sono contento di aver ripetuto la loro via.
Con Enri, super compagno di avventura.

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