Via bellissima… venti o trent’anni fa! Adesso invece è in massima parte unta e appiccicaticcia.
Movimento più difficile della via, nonostante il grado ufficiale sia solo 6c+, è sicuramente il bombè del penultimo tiro, L7: le presine svase sono molto levigate e piedi quasi inesistenti. Non son riuscito a passare in libera, ma immagino che il grado sia almeno 7b.
Tiro più brutto: l’atletico muro strapiombante di L6, grado 6b+ severo, che ha prese sudicie o sabbiose e roccia di qualità scadente che si sgretola.
Tiri più belli: l’ultimo, dove finalmente compare un po’ del calcare solido e aderente di finale, basta con le prese levigate. Anche L2 e L3 non sono male e il traverso di L7 è spettacolare quanto delicato.
Chiodatura: fittoni arrugginiti che sembrano crepati, che però tengono, visto che hanno retto i miei numerosi voli.
La sosta di L3 va cercata a sinistra nei pressi di un pietrone appoggiato.
L5 è un tiro di trasferimento, pochi metri in mezzo alle piante e alla terra.
La sosta di L7 è su un solo golfaro e su un vecchio chiodo; possibile concatenare con L8 me le corde tirano.
La sosta di L8 c’era ma non c’è più (due tasselli senza placchette ancora in loco), occorre sostare su alberelli.
Via piuttosto impegnativa, che ribattezzerei “Tempio dell’untume psichico” 🙂
Complice la durezza della via, eravamo da soli mentre le altre vie del paretone brulicavano di cordate.
Grazie all’inarrestabile Pietro per la bella e faticosa giornata insieme!