- Accesso stradale
- Parcheggiato e dormito nello slargo a sinistra dell'Hotel Ciclamino. Sentiero d'avvicinamento non proprio evidente ma anche tenendo circa la costa nei boschi prima o poi si becca la traccia giusta con i sassi con indicazione a pennarello blu con i nomi delle vie. Seguire per Angelo. Attenzione sulla rampa fino allo spit d'attacco con l'angelo della prima sosta, è molto marcia ed esposta (se fatta slegati, comunque consigliabile)
Partiti per il primo tiro da dove c’è lo spit con l’angelo disegnato non era molto evidente dove passare quindi ci siamo fermati a 20m su un albero con cordone e corda fissa. Da lì visto che alcune relazioni dicevano di ignorare la corda fissa sono andato salendo la rampa verso destra…mai l’avessi fatto, dio caro…ho salito un tiro raccapricciante su roccia terrificante dove ogni cosa che piazzavo tra un albero e l’altro (e buon dio cara grazia che c’erano) era dentro a fessure pronte a esplodere. Va bè, dopo vari passi della fede e una ravanata tremenda di circa 60m sono arrivato in cengia.
Attenzione quindi a capire dove passare perché non è molto chiaro, sicuramente non ero nella zona giusta.
Da lì parte il diedro che è davvero molto bello. I gradi della via dopo il primo tiro di diedro diventano dolomitici e non sono da sottovalutare assolutamente, per me – ma magari ero stanco dopo la via del giorno prima – ci sono vari tratti di VI dal quinto al settimo tiro.
Ci sono vari passaggi molto fisici e a volte non proprio proteggibili, come la dülfer del sesto tiro, che poi diventa un camino di schiena e poco dopo un diedro con qualche passo offwidth non troppo difficile ma sempre molto continuo e poderoso.
Per superare il tetto del tiro chiave siamo passati a sinistra tirando la fessura, è una pompata della madonna ma è un passaggio di rara bellezza. Ci sono molti chiodi, alcuni piccolini, ma volendo è anche integrabile bene.
Per il settimo tiro se non passate nella fessura e continuate nel diedro è VI. Come diceva qualcuno non c’è più la sosta a spit e si può sostare su un albero cordonato su bel terrazzone. Da lì davanti c’è un bel diedro fessura di IV+/V fino ad un altro albero. Circa 20m di tiro. Poi da lì ultimo tiro di circa 60m di IV+/V fino agli alberi (occhio alle corde che potrebbero tirare un po’) facile ma con roccia meno bella e un po’ da valutare… comunque non terrificante come dice qualcuno, quello che ho salito di prima mattina era veramente infernale a confronto. Alla fine abbiamo fatto un tiro in più rispetto a quanto relazionato, comunque.
L’unto ogni tanto si sente su qualche piede ma è comunque ok il grosso della via, che rimane bellissima e molto consigliabile!
Con il Carletto, sempre solido anche dopo il vione del giorno prima! Io ero un po’ stanchino. Volevamo farla da tanto tempo e finalmente c’è stata l’occasione. Alè Gandüla de Varés!