2.4Km
Seguire la stradina per circa 200 metri fino a trovare sulla sinistra bolli rossi, un sentierino che scende e in breve porta alla base della parete Ir Superiore. Rimanendo sempre sul sentiero, ignorando una traccia sulla destra che è la discesa, continuare lungo questo fino ad una radura con un capanno da caccia costruito su una grande quercia. Qui abbandonare il sentiero per prendere una traccia che sale verso destra, ma poco dopo abbandonare anche questa per prendere una traccia a sinistra che porta prima in un prato e successivamente alla base della parete. Proseguire sulla traccia bassa che passa prima dall'attacco della via Sulle Pance del Pezol (visibile scritta dal sentiero) e circa un 50 metri dopo, passando un attimino nel sottobosco, all'attaco della via (scritta alla base).
- L1: Placche su ottima roccia in verticale. Nella parte alta tendere leggermente a destra (IV)
- L2: Salire la rampa erbosa sulla destra, e poi proseguire su roccia non sempre buona tendendo verso destra. Sosta su alberello presso una cengia boscosa (III+)
Traversare circa 60 metri seguendo una vaga traccia verso destra. Evitare di salire troppo, bisogna rimanere fondamentalmente sulla stessa cengia dove si è fatta la S2. Se si arriva al punto giusto sosta di partenza con cordone su albero.
- L3: Traverso verso destra, all’inizio passetto tecnico su ottima roccia, poi decisamente più sporco ma più facile. Diversi cordoni. Dopo il traverso seguire un’evidente rampa sporca fino alla sosta non comodissima (IV+)
- L4: Facile arrampicata su bella placca, poi tratto banale un po’ terroso fino alla sosta alla base di una bella placca a sinistra del sottobosco (III+)
- L5: Tiro chiave. Salire la placca con bella arrampicata e chiodatura perfetta. In alto tendere a destra fino alla comoda sosta. (V+)
- L6: Salire il diedro-lama con arrampicata divertente, superato il quale traversare decisamente a destra passando un tratto di sentiero fino a un singolo punto di sosta nei pressi di un gruppetto di alberi. (IV)
- L7: Salire il diedro che tende via via verso sinistra, aiutandosi con le piante per i piedi dove possibile. Attenzione, il passo finale è decisamente pericoloso per il secondo poichè l’ultimo spit è prima di un passo abbastanza delicato, e la sosta poi è fuori 10 metri a sinistra. Possibile proteggere quel passetto con una clessidra ottima ma molto alta prima che le difficoltà scemano, ma comunque a toglierla si rischia visto che si deve fare anche un mezzo passetto in discesa. Superato il diedro una placchetta sporca nel sottobosco porta alla comoda sosta. (V+)
- L8: Salire il diedro fisico non banale, poi una placca più facile ma abbastanza sporca, in mezzo alla vegetazione. Non fermarsi alle prime piante ma proseguire con arrampicata orrida tra terra e piante (ma traccia evidente) fino al bosco sommitale, dove si sosta comodamente su albero. (V)
Discesa: seguire l’evidente sentiero che sale fino al traliccio con panchina panoramica in circa 5 minuti. Aggirare il traliccio e da qui un evidente sentiero verso destra porta al sentiero dell’avvicinamento, seguendo il quale si scende al parcheggio.
- Bibliografia:
- Arco Pareti Vol. 1, Versante Sud
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