- Accesso stradale
- Come tre porcellini
Tecnicamente è una via sostenuta, purtroppo siam andati a farla a pochi giorni di distanza dal mezzo alluvione che ha colpito Finale/Finalborgo quindi a causa della gran quantità di pioggia caduta le (poche) mani buone erano terrose e difficili da tenere per più di un secondo. Avremmo dovuto portarci dietro una spazzola, lo consiglio alle prossime cordate.
L1: bello
L2: bello e sostenuto
L3: il secondo va tenuto morbido in maniera che riesca a “giocarsela” a salire sul piattone tenuto su dal tondino in ferro.Il secondo abbia la sensatezza di staccarsi dal rinvio prima di provar il movimento, o rimane bloccato.
L4:trasferimento
L5:bello
L6:bello e sostenuto
L7:bello, viaggia 1metro a sinistra dal tiro della Simonetta, ma non ci si confonde.
L8:bello
L9: è il tiro più difficile della via, la roccia è completamente diversa, sono tacchette orizzontali ma nessuna particolarmente invitante, le dita restan sempre in obliquo, quasi nessuna ospita il polpastrello intero ma solo metà e comunque non c’è incavo, tutto svaso. Per nn farci mancare nulla, sono dolorosissime (grippose sí, ma anche penetranti) e a coronare il tutto la roccia spancia. Dura poco, comunque, non scoraggiatevi.
Se il primo d cordata vi lascia dei rinvii lunghi comunque è tranquillamente mungibile.
A tiri alterni con il socio, io i pari, lui i dispari.
Via non goduta nella sperata pace visto che nella cordata davanti era presente un uomo che urlava a pieni polmoni come se fosse sull’Eiger (spoiler: non tirava un filo di vento e i tiri sono da 20mt, decisamente non è il caso di urlare)