- Accesso stradale
- ok
- Neve (parte superiore gita)
- Crosta da rigelo portante
- Neve (parte inferiore gita)
- Crosta da rigelo portante
- Quota neve (m)
- 1100
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
Visto che gli amici d’oltralpe non si fanno più vedere, tocca andare di là per riuscire a beccarsi almeno una volta ognitanto…e così dopo la est dello Chaberton e una buona dose di festeggiamenti prandiali, via di corsa a Torino, recupero il doc e via per Ginevra a trovare Leo ormai naturalizzato svizzero.
Serata festaiola genevrina, tre ore di sonno (e con queste fanno sei in due giorni) e via per la prima benna di Chamonix più morti che vivi.
Mai levataccia fu più gratificante di questa…semplicemente wow…è la prima volta che salgo all’Aguille du Midi e mai pensavo che un ambiente potesse essere così maestoso, impressionante ed anche inquietante come la conca che ti si apre davanti quando la funivia supera la gigante parete della Midi…
Il giro è stato semplicemente fantastico, sarà che a stare troppo in Val di Susa ci si abitua ad altre dimensioni e a un’altra natura (non meno bella, ma in modo molto diverso), ma ovunque volgi lo sguardo ci sono solo pareti strapiombanti, seraccate enormi e linee alpinistiche che viste sulle guide non rendono assolutamente.
Tra lo spettacolo dell’ambiente e due thermos di caffe la stanchezza passa e la salita va via veloce al cospetto della Nord del Dente del Gigante.
Inaspettatamente siamo meno di una decina sull’itinerario, cosa che permette un’agevole risalita della Brechè senza troppi timori per la gente sopra la testa, mentre il sole fa capolino tra le nubi rallegrando gli spiriti; passaggino su roccia all’uscita, veloce e bellisima doppia al colle e via al cospetto delle Jorasses per infiniti metri di dislivello…
Insomma dopo la contentezza di ieri meglio di così non si poteva concludere!
Col doc e Leo, che ci vediamo poco, ma quando ci vediamo sono sempre i momenti migliori!