Pelvoux Traversata Couloir Coolidge – Glacier des Violettes

Pelvoux Traversata Couloir Coolidge – Glacier des Violettes
La gita
steu94
5 14/06/2026
Accesso stradale
Libero, parcheggio a fondo stradina non a pagamento.

5 stelle sicuramente per l’ambiente e per il tipo di itinerario.
Condizioni ancora buone, se le temperature rimangono quelle di adesso o meglio un po’ più basse il tutto tiene ancora per una settimana, dopodiché si degraderanno in fretta.
Accesso al rifugio bello lungo, acqua reperibile spesso.
Rifugio molto ben gestito, mangiato bene.
Saliti per il Coolidge con Geniu e Aline (che poi sono ripassati di qua per la discesa, vedi relazione), veloce e ancora in ottime condizioni. Al momento brevi tratti su roccia e sfasciumi dopo il traverso sotto quello che rimane del Glacier du Clot de l’Homme. Couloir ancora con parecchia neve tranne nella parte più ripida dove diventa sempre più dura e si intravede già un po’ di ghiaccio, uscita su sfasciumi al momento gestibile ma occhio a non tirare giù niente.
Arrivo alla Puiseux veloce su neve. La Durand è un ammasso di pietre ormai.
Per la discesa lungo il Violettes bisogna essere sicuramente rapidi e avere un minimo di esperienza su questi terreni per non metterci un’eternità e “s’emmerder”.
Se vi trovate la traccia fatta sicuramente sarete agevolati.
Trovato neve veramente molle solo sul nevaio dopo la prima doppia, poi sull’ultimo nevaio 15 cm di granita sul duro che consente una discesa veloce ma sicura.
Discorso doppie: leggete pure tutte le relazioni che volete ma farete sicuramente in modo diverso.
Noi abbiamo fatto tutto con una singola da 60 (50 veramente al limite in troppe occasioni).
Sconsiglio di fare doppie più lunghe di 25/30 per alto pericolo incastro e scariche di sassi. Accoppiata corda-cordino da recupero in questi casi secondo me poco pratica. Avevamo l’Escaper dietro ma non usato. Vista la quantità di spuntoni e pietre si incastrerebbe di sicuro.
Fare occhio anche al fatto che le terminali sotto i salti rocciosi si allargano sempre di più durante la stagione (al momento ancora buone).
Al momento la doppia su corpo morto non è da fare, pochi crepacci aperti (saltato solo uno di massimo mezzo metro). Occhio comunque alle scariche di pietre dalla sx prima della prima doppia.
Prima doppia da 25 m abbastanza facile da trovare.
Da qui superato il breve nevaio abbiamo disarrampicato la spalla rocciosa facile ma esposta sulla sinistra faccia a valle, scendendo fino ad arrivare poco sopra la breche a quota 3170 m. Qui presente una sosta proprio sopra la parete più verticale: da evitare, una coppia di francesi con corde da 50 ha pure incastrato.
Scesi alla breche tenendo sempre la sinistra (disarrampicata e breve doppietta fino a primo spuntone in centro alla breche, molto esposto).
Abbiamo guardato a lungo ma soste a fix o chiodi mica viste.
Dallo spuntone a centro breche doppia da 25 fino ad altro spuntone, poi ancora 28 fino a massi accatastati con due cordini e poi ultima doppietta per il nevaio (breve fissa verso la fine). Il canalino che scende dalla breche è decisamente marcio, attenzione con cordate sopra e sotto. Noi non abbiamo assolutamente visto altre soste più sicure (che dovrebbero essere comunque sulla sinistra del canalino faccia a valle).
Veloce attraversamento della scarica dei seracchi larga più di 200 metri fino alla risalita breve ma faticosa delle fisse (non proprio sanissime).
Dal plateaux del posto da bivacco facile disarrampicata per l’ampio canalino di circa 20 m e poi doppia su fix da 30 giustissimi (al momento), spuntone poco sopra la neve per farne eventualmente un’altra (no cordini).
Sceso l’ulteriore nevaio fino all’ultimo salto roccioso, prima discesa a piedi su sfasciumi facile fino a dove diventa più ripido (ometti). Dietro uno spuntone sosta su ch per doppia da 20 fino a sosta su fix e doppia da 30 fino a nevaio.
Da qua nevaio facile e veloce per poi andare a prendere il ripido sentiero che porta alla Vire (evidente).
La Vire non è eccessivamente difficile ma arrivando stanchi ti dà la mazzata finale. Più difficile la seconda metà, appena dopo l’attraversamento dell’acqua non continuare a scendere nel canalino ma fare un traverso poco evidente ma facile sulle rocce di dx faccia a valle. Poi parte più rognosa e esposta, finché non toccate il sentiero non è finita.
Sentierino noioso fino ad Ailefroide dove ci siamo ritrovati con Geniu e Aline!!
Con Eli

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