- Accesso stradale
- In auto sino al "parcheggio Pelvo" a quota 1.840 m.
- Osservazioni
- Visto valanghe a pera esistenti
- Neve (parte superiore gita)
- Farinosa compatta
- Neve (parte inferiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Quota neve m
- 2100
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
- Traccia GPX
Siamo partiti con relativa calma alle 8 passate dal “parcheggio Pelvo” sci in spalla, con cielo coperto per velature alte, quindi con visibilità molto buona. Una volta usciti dal bosco ed aver attraversato il Rio Pelvo al solito imbocco della gorgia, notiamo che i residui di valanghe sono cospicui ed abbastanza continui, perciò valutiamo il proseguimento sci in spalle in quanto appare subito evidente che la percorrenza con gli sci ai piedi sarebbe lenta e difficoltosa. Alla fine il portage si rivela bel più lungo dell’ultima nostra salita al Pelvo di due anni addietro, perchè ci mettiamo gli sci ai piedi intorno ai 2.450 m di quota, quando ormai siamo pressoché fuori dalla gorgia, e quindi senza continui e fastidiosi residui di valanghe. Continuiamo a salire sui pendii più dolci ad ovest fino ad arrivare al pianoro sottostante il Colle del Pelvo: invece di raggiungere il colle saliamo per l’ampio canale, leggermente più ripido, che ci deposita sulla spalla ovest della Cima del Pelvo intorno a quota 3.100 m. Purtroppo qui la neve scarseggia nuovamente, e quindi ci rimettiamo gli sci a spalla per guadagnare la croce di vetta. Dopo il cambio di assetto e le foto di vetta, decidiamo di scendere sul versante nord della Cima del Pelvo, tenendoci ad ovest del canale Morandini: prima parte di discesa su pendenze piacevoli e neve variabile, ma sciabile, per poi entrare in un canale con pendenze intorno ai 40 ° su neve farinosa compatta. Sciata un pò faticosa ma molto piacevole sino a circa quota 2950 m, poi imbocchiamo un secondo canale con pendenze intorno ai 30 ° su crosta non portante, comunque sciabile e abbastanza divertente, a patto di tenersi sul lato più pendente del canale. Da qui (intorno a quota 2.720 m.) attraversiamo verso ovest per superare i numerosi coni di valanghe scese nei giorni scorsi, su crosta non portante poco divertente da sciare. Da questo punto in avanti splendida neve trasformata fino a quota 2.450, poi la gorgia “invasa” da continui ed abbondanti residui di valanghe ci costringe ad una mesta discesa con gli “sci a spalla”, oppure in derapage, fino a dove termina la gorgia, ed infine su sentiero ritorniamo al “parcheggio” Pelvo
In compagnia dei confratelli Andrea l’Occitano e Andrea il Valdostrano, riesco finalmente a salice in cima al Pelvo. Peccato pe i lunghi portage e deportage nella gorgia prima e sulla spalla del Pelvo poi, perchè la sciata sui pendi più ripidi non “invasi” dai residui di valanghe è stata nel complesso piacevole. Dopo la gita come sempre abbiamo goduto dell’ottima cucina della Trattoria del Centro di Bousson, che abbiamo degustato con una certa “speditezza” per il vento che sferzava i tavoli posti all’aperto per le restrizioni ancora in corso….in attesa che arrivino il sole, il caldo e la fine delle restrizioni