- Accesso stradale
- parcheggio a Plampinet di fronte all'inizio sentiero
Prima parte di salita su comodo sentiero nel bosco (gradevole frescura al mattino grazie all’esposizione ovest) con un lungo traverso verso sud, poi un altro lungo traverso verso nord. Dal cartello con il bivio per Val des Pres (che va ignorato) iniziano gli alberi caduti sul sentiero, che inizialmente sono rari e agevolmente superabili, poi via via diventano sempre più frequenti e gli aggiramenti snervano un po’. Apoteosi proprio al limite del bosco con degli esemplari di pino e larice secolari crollati e accatastati l’un l’altro, si passa comunque facilmente a parte un po’ di perdite di tempo. Si esce dal bosco in corrispondenza del ripido pendio sud-ovest che proviene direttamente dalla cima. Il sentiero, nonostante la ripidezza del pendio, è sempre ben presente seppur a tratti esile. Non c’è mai esposizione anche se talvolta si ha una sensazione di percorso aereo. Secondo me i primi 150 m di dislivello sono i più brutti per la natura del terreno, poi guadagnata una spalla il terreno diventa più terroso-erboso e anche la traccia diventa più comoda e con numerose serpentine porta in cima senza difficoltà.
Discesa più rapida sfruttando dove possibile i ghiaioni mobili e morbidi fino ad arrivare nel bosco, da qui rientro scorrevole (a parte gli alberi da aggirare) sul percorso di andata.
Gita di ripiego causa sveglia non sentita, andrebbe fatta in un periodo meno caldo (secondo me fine settembre-ottobre), incontrato due escursionisti francesi provenire dal col de Dormillouse ma che avendo traversato i pendii molto in basso (su una traccia molto labile) poi non hanno proseguito per la cima. In compenso il panorama è davvero vasto grazie all’isolamento della cima.