Parete Calva Superskippy

Parete Calva Superskippy

Dettagli
Altitudine (m)
1300
Dislivello avvicinamento (m)
250
Sviluppo arrampicata (m)
250
Esposizione
Sud
Grado massimo
7a+

Località di partenza Punti d'appoggio
Dughera

Note
via d'avventura
Difficoltà III,7a/7a+(?) e A2+,R2+
Sviluppo 200 metri (+130 su Margherita), 7 Tiri
Tempi di salita 4h

Avvicinamento (1h:10m)
Dal paese di Dughera si segue il sentiero n 42 che porta alla cima della Parete Calva. All'altezza di un canale, dopo circa mezz'ora, si prende per canali e placche e per tratti attrezzati con fisse (controllarne lo stato). Si supera una pietraia fino alla base della parete. Il sentiero ad inizio stagione può essere molto intricato. Sono numerosi gli ometti a segnare il tragitto. Occhi alle vipere!
Descrizione

Descrizione
Una salita d’ispirazione Yosemitica nella zona sinistra della Parete Calva, firmata da Walter Grober e M. Cametti. Qui vengono vinti tetti pronunciati e placche levigatissime con un pendolo e molti passi in artificiale su cliffs. La via si insinua nella parte sinistra della parete e la incide verso il suo centro andando a ricongiungersi alla parte alta di ‘Margherita và da Dolcino’ di Martino Moretti e Dino Deiana, una storica via dei primi anni ’80. Utili dadi e friends (fino al 2-3 Camalot). Indispensabili due staffe con due cliffs sia che si proceda in artificiale sia in libera nel caso la chiodatura non vi ispiri ad una libera estremamente controllata e sicura. Via tortuosa da non sottovalutare, richiede una buona predisposizione per l’artificiale. Ritirata agevolata dalla soste delle vie sportive aperte in tempi postumi.

Relazione
– L1: 50 (metri), 5b
Il primo tiro sale delle placche appoggiate. E’ possibile seguire la via “Incanta serpenti” di M.Pellizon (anche al tiro successivo).
– L2: 30 (metri), 3b
Si traversa lungamente a sinistra fino ad un albero e alla sosta.
– L3: 25 (metri), 6b e A2
Si punta al tetto seguendo i chiodi in placca. I primi metri sono fattibili, forse 6a+, con chiodi lunghi. Il tetto è difficilissimo in libera, di grado indefinito. In artificiale richiede tecnica su staffa. Sopra si sale anche in libera sul 6b ma la roccia appare scivolosa.
– L4: 35 (metri), 6c o A2+
Il quarto tiro prende a destra e vince una placca verso un tetto. La chiodatura qui non è delle migliori e si presenta distante obbligando, se in artificiale, ad un passaggio su cliff tra un chiodo e l’altro. Il passo chiave si trova subito sotto il tetto e sollecita molto le dita. Si procede verso destra, quasi in diedro, fino ad una sosta sotto una placca strapiombante. Il tiro si sale anche in libera con difficoltà massime di 6c, ma i chiodi lo rendono molto pericoloso in caso di volo.
– L5: 12 (metri), F
Ci si cala e si procede con un pendolo verso destra andando a prendere la sosta di ‘L’alpino giardiniere’ sotto un diedro molto ampio.
– L6: 30 (metri), 7a+(?) o A2+
Si sale per un muro verticale fessurato e se ne esce a destra portandosi sulla faccia destra del grande diedro. Qui le protezioni si fanno distanti obbligando a più passi su cliff tra un chiodo e l’altro. Si esce aggirando uno spigolo e proseguendo in diagonale ascendente destra fino a una placca appoggita in prossimità di un diedro. Il tiro in libera supera il 7a/7a+, i chiodi sono però distanti e le prese molto piccole e dolorose.
– L7: 20 (metri), 6a+
Si prende subito a destra vincendo un muro con un passo estremamente ostico (sopratutto se vi capita in discesa),sprotetto e quasi da piramide umana che porta ad una cengia che si segue fino ad un diedro. Si sale lo stesso per almeno 10 metri e (poco evidente) si traversa a destra fino ad una placca con a destra un diedro obliquo dove sono visibili i chiodi e la sosta di ‘Margherita và da Dolcino’. Il tiro si aggira sul 6a+ ed è completamente sprotetto, comunque esistono varie possibilità di protezione (friends) e interpretazione. Giunti su Margherita ci si può calare andando a prendere le soste di “L’alpino giardiniere” (più comode di quelle di salita) o proseguire su Margherita (altri 120 metri circa).

Discesa (1h:30m)
Se si giunge in vetta è preferibile scendere per il sentiero n 42 che dalla cima (un tratto con cavo) riporta a Dughera. Se si scende in doppia sono comode le calate delle vie “Eretica” e “Macarena”.

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Bibliografia:
Arrampicare in Valsesia - G.A.S.S. (1997, Melograno Edizioni)
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