Pania Secca – Pilastro SE Cordata del Cottolengo

Pania Secca – Pilastro SE Cordata del Cottolengo
La gita
enricotom
5 17/05/2007

L’avvicinamento più ‘strategico’ parte dalla strada del monte Piglionico che si percorre per salire al rifugio Rossi. L’altra possibilità è di risalire il canale Trimpello da Fornovalasco: ambiente suggestivo ma molto faticoso. Dopo la falesia delle Rocchette, poco prima che la strada curvi a sinistra e aggiri la base della cresta nord
della Pania Secca, sulla sinistra c’è parte stradina in corrispondenza di un’ampio spiazzo dove si parcheggia. Raggiunta la capanna per tracce (bolli arancioni sugli alberi) e vecchia via di lizza si esce dal bosco in direzione della parete nord-est della Pania Secca. Raggiunto l’inizio della pietraia in vista della parete nord est si traversa lungamente a sinistra (tracce e rari ometti) in direzione della cresta Est . Sotto la cresta ci si rimonta sopra nel punto più basso seguendo delle tracce nella boscaglia (ometti). Saliti sulla cresta si vede il Pilastro. Da questo punto ignorando le tracce che conducono lungo la cresta si scende verso sud per un canale erboso abbastanza ripido, dal cui termine si traversa lungamente a destra in direzione del pilastro, superando (tracce a volte evidenti) alcuni risalti. Due ore circa. L’attacco (chiodi evidenti in alto e un cordino su una pianta alla base) si trova sulle placche a destra del pilastro vero e proprio.

L1 salire seguendo i chiodi a una nicchia, salire poi un diedro fessurato (friend medio) traversare infine verso sinistra. Sosta su chiodi. VI, 40 m.
L2 ingorando un chiodo all’estrema sinistra salire le placche sopra la sosta (chiodi non evidenti dal basso) e solo in seguito traversare leggermente a destra (roccia a tratti poco solida) uscendo poi a sinistra sul filo della cresta. Sosta su due spit. VI, 35 m
L3 salire il diedro della via classica (VI-, molti chiodi) poi per rocce più facili raggiungere la sosta ignorando una vecchia sosta intermedia, 45m
L4 seguire direttamente il diedro soprastante alla sosta (chiodi) VI+, continuando poi con un bellissimo traverso ascendente molto esposto ma sempre protetto e integrabile (friends medi) sosta su chiodi 45 m
L5 prima a sinistra per facili fessure (cordone in clessidra) raggiungendo un muro compatto che si affronta direttamente (chiodi buoni e uno spit agghiacciante alla base, possibilità di integrare con friends medi), poi per diedrino, raggiungendo infine con un delicato ribaltamento rocce più facili e la piazzola della sosta su chiodi e un vecchio spit, VI+ 45 m
L6 affrontare direttamente una prima placca (V), poi salire per terreno facile ma un po’ rotto ed erboso alla sosta (chiodi), 40m
L7 tiro chiave: salire prima per diedrino (chiodi) e poi traversare a sinistra verso i chiodi evidenti dal basso – e fettuccione da A0 – (VII-) salire poi con altri passi più semplici (altri chiodi) fino a rocce facili e appoggiate e alla sosta (due chiodi) posta in un terrazzino sul lato sinistro del filo della cresta (45m)
L8, L9 circa 80 m di terreno facile erboso (II) ma esposto, non ci sono soste intermedie, procede di conserva o attrezzare sosta su spuntone. Raggiungere la sosta sul lato destro del pilastro chiodi e un vecchio ferro artigianale.
L10 affrontare una placca chiodata sulla sinistra (VI-, prese ottime in alto) poi ancora per diedrino (nut incastrato) e per terreno facile alla sosta su chiodi. 45 m
L11 salire un camino aperto ( proteggibile con friend) e poi per rocce facili ma rotte alla sosta nel canale della via classica, V, 15-20 m
L12 affrontare le pance compattissime a destra del canale della via classica (chiodi) ignorando i chiodi che salgono una fessura verso destra (roccia pessima); passo obbligato, protezioni sufficienti ma non integrabili, VI+, raggiungere poi sul lato destro del filo della cresta qui molto appoggiata la sosta, su tre chiodi di cui uno inutilizzabile (anello rotto) 45 m.
L13, L14 facile crestina di II, procede di conserva o attrezzare sosta su spuntone.

La discesa sisvolge lungo la via normale in direzione del rifugio Rossi e di lì alla sterrata e infine al parcheggio (1,30 – 2 ore)

Link copiato