Al Gias Grotta svoltiamo a sinistra e guadiamo facilmente il Rio Freddo, seguendo tracce di sentiero e ometti attraverso la fitta pineta a sinistra del Rio della Paur. A quota 2.000 il sentiero scompare del tutto tra erbacce e ortiche (pantaloni lunghi utili) e non resta che affidarsi agli sparuti ometti e alla traccia GPS (indispensabile). Da questo punto alla forcella a quota 2.750 si entra nel regno delle pietraie e della solitudine. Quanto al canalino: all’andata abbiamo affrontato direttamente la strozzatura (5 m, II°+), per poi guadagnare la vetta per balze erbose e facili roccette; al ritorno abbiamo preferito aggirarla, disarrampincando alla sua destra faccia a monte (passo finale di II° in traverso). Avevamo una mezza da 30 m che è rimasta nello zaino, utile invece il casco.
7° C alle 8:30 alla partenza, notevoli a inizio agosto. Evitando la strozzatura, corretta la valutazione F della guida “In cima” di Michelangelo Bruno. Gita per amatori.