- Accesso stradale
- ok
- Osservazioni
- Nessuno
- Neve (parte superiore gita)
- Crosta da rigelo portante
- Neve (parte inferiore gita)
- Crosta da rigelo portante
- Traccia GPX
Le condizioni per passare i crepacci sono ottime, le abbondanti nevicate e il buon rigelo permette di passare bene tutti i punti critici. Ottima anche la traccia in cresta, ci siamo fermati alla vetta orientale per l’incombente maltempo, ma abbiamo qui incontrato un gruppo che ha fatto la traversata in senso opposto (dalla occidentale alla orientale) e non ha trovato problemi.
In discesa prestare attenzione al passaggio su alcuni crepacci che dall’alto si vedono meno o per nulla, ma in condizioni di buona visibilita’ basta seguire le tracce di salita ed evitare discese “avventurose”.
Dopo la lunga giornata passata al Bernina, e il buon riposo al Diavolezza, tutti ci chiediamo se avremo ancora un po’ di energie per andare sul Palu’. Gia’ a cena (e da giorni in realta’) sappiamo che e’ previsto maffismo in tarda mattinata. Decidiamo comunque per una colazione alle 5. Partire prima forse ci darebbe piu’ tempo ma abbiamo davvero bisogno di riposare..
Saliamo abbastanza in fretta, come detto il passaggio sul ghiacciaio si effettua agevolmente, ma siamo comunque legati (non tutti lo sono..!). Al deposito sci il tempo comincia purtroppo a peggiorare. Decidiamo comunque di salire in cresta: tutto ok fino alla cima orientale, poi comincia a nevicare e la visibilita’ si abbassa, meglio tornare indietro..
Al deposito il tempo si maffizza decisamente, peggio del previsto, allora ci prepariamo a una discesa tecnica non banale data la scarsa visibilita’, inoltre la neve (gia’ una decina di cm in poche decine di minuti!) ha parzialmente coperto la traccia. Per fortuna siamo in compagnia di altri scialpinisti che scendono e che salgono, cosi’ troviamo facilmente i passaggi sui crepacci, e in poco tempo siamo fuori dai pericoli. A quota 2900, su grande idea di Rick “il friulano”, puntiamo alla fuorcla d’Arlas con un breve ripellino. Allego traccia per questa variante di discesa. Dalla fuorcla scendiamo nell’omonimo vallone, in buone condizioni di neve (grazie alla appena caduta neve su fondo liscio e duro), per arrivare fino alla ferrovia del trenino, e quindi su terreno ormai pianeggiante, di nuovo alla funivia per il Diavolezza dove avevamo lasciato la macchina.
Termina cosi’ questa stupenda uscita di due giorni, impegnativa e mai banale, ma ricca di soddisfazioni.
Con Chri, Rick “il friulano”, Pol e Thomas