- Accesso stradale
- ampio posteggio sotto Chenal
Avendo la mtb al seguito, ho effettuato l’avvicinamento (con partenza direttamente dal bivio con la strada della Val d’Isere) percorrendo tutta la strada fino al termine di le Plan (senza quindi passare da Le Monal).
Buon sentiero fino al Lac Noir, poi la traccia prosegue marcata verso sinistra entrando in un avvallamento sotto le pendici delle nostre cime (sorgente poco distante dal lago).
Raggiunto il ripiano a 2800 m si deve continuare verso ovest puntando a degli ometti visibili ad un colletto (quindi il percorso seguito da Carlo71, che in salita ho effettuato anche io diventa obsoleto e non consigliabile).
Seguendo gli ometti si attraversa una conca pietrosa e si raggiunge un secondo colletto da dove si intravedono i bellissimi laghi sotto la Pointe d’Argentiere. A questo punto la traccia inizia a salire la china di detriti e pietrame senza particolari difficoltà, anzi dopo il primo tratto più ripido il percorso diventa decisamente più comodo (compatibilmente con la natura del terreno). La traccia è molto marcata segno di buona frequentazione.
Io avendo fatto il percorso “errato” ho prima salito la poco appariscente cima denominata dai francesi Monte Ormelune, e poi per la facile dorsale ho raggiunto la più altra Pointe d’Archeboc (o per noi italiani Ormelune ovest) senza difficoltà. Discesa dopo aver capito il percorso migliore molto veloce, su terreno prevalentemente di fini detriti. I pochi nevai nella conca dell’antico ghiacciaio non si sfiorano neppure.
Bella gita, selvaggia e in ambiente molto vario, incantevole il grande pianoro pascolivo, ma anche le piccole borgate che si incontrano e ovviamente i laghi. Percorso EE se si segue fedelmente il sentiero senza inventarsi strane varianti. Mentre scendevo ho incontrato ben 10 francesi in tutto in fase di salita (alcuni fuori traccia per ripide di terreno infame). Molto consigliabile l’avvicinamento in MTB/Ebike