- Accesso stradale
- Ampio parcheggio gratuito. Considerare la seria possibilità che sia pieno nei weekend e in alta stagione.
Percorsa in 2 giorni pernottando al Rifugio San Nicolò (75 Euro mezza pensione). Alcune osservazioni, visto che in rete non si trova tantissimo: A) per arrivare al cavo bisogna infilarsi tra la parete e una specie di avancorpo e poi fare un passaggio di II un po’ acrobatico, cosa non proprio scontata per un ferrarista “puro” B) il traverso ascendente verso sx che si incontra subito dopo avviene su un lastrone liscio dove l’ appoggio fondamentale è spostato a sx rispetto al cavo, col rischio concreto di sbandierare se sì perde la presa C) il famoso “passaggio chiave”: quelli bravi salgono velocemente con due bracciate, io ho fatto resting sui pioli sfruttando la longe. D) Lo strapiombo a metà percorso: più facile del primo, in particolare perché presenta un appoggio abbastanza marcato sulla dx del cavo ma da non sottovalutare soprattutto se avete lasciato le braccia sul passaggio chiave. Anche qua la longe ha fatto il suo dovere E) Se avete davanti qualcuno (e avete avuto sfiga, vista la bassa frequentazione), state attenti alle eventuali scariche di sassi, data la pessima natura della roccia. Naturalmente queste osservazioni sono rivolte ai ferratisti medi…ocri come il sottoscritto, quelli forti salgono di corsa.
Giornata meteorologicamente perfetta, con venticello fresco che mi ha fatto indossare il pile lungo la ferrata. Da rimarcare come il sentiero di fondovalle sia uno dei posti più frequentati delle Dolomiti, con una processione ininterrotta di varia umanità diretta alla Baita delle Cascate, mentre ben pochi procedono oltre.