Avevo un conto in sospeso con l’Oin (vedi relazione Cima della Vacca…) ed oggi l’ho chiuso con molta soddisfazione. Si tratta di un percorso di “ricerca” dove, nelle condizioni attuali, le pietraie la fanno da padrone nonché, l’assenza di sentiero per molti tratti, rende difficile capire dove sia meglio passare.
La relazione ritengo faccia riferimento a situazioni “standard” con molta più neve in zona.
Ad oggi si arriva al Passo della Vacca senza toccare neve (ho traversato in alto quasi sotto la Cima della Vacca), al passo non si trova alcun ghiacciaio ma bisogna continuare a girare intorno alla Cima della Vacca in mezzo alle pietraie (tenersi a mezza altezza, qualche ometto) sino ad arrivare al poco pendente Ghiacciaio des Source de l’Isère (ghiaccio vivo, no crepacci, usato ramponcini) da quale si vede chiaramente la depressione di quota 3127m a cui si punta. Da lì si risale al colletto (ripidi sfasciumi) dove inizia il sentiero che porta in vetta senza mai bisogno di arrampicare: il risalto si passa comodamente scendendo a dx di pochi metri e poi risalendo. L’unica parte “adrenalica” è il passaggio aereo sulla cresta (facile, ma vedere il vuoto non mi fa mai piacere, oggi ancor di più a causa di forti raffiche di vento).
Insomma, tra tratti attrezzati, sentieri da ricercare, pietraie, necessità di orientamento, ghiacciaio, creste affilate, panorami stupendi, si può dire che sia un percorso “completo”.
Gita in solitaria e solitudine: incontrato solo stambecchi.
Allego la traccia con il percorso effettuato in queste condizioni.