Partiti con lo scopo di salire la Grande Aiguille Rousse abbiamo per così dire ripiegato su questa bella cima alpinistica. Partiti dal lago del Serru’ abbiamo seguito il consueto percorso passando dalla ferrata del rifugio Pian della Ballotta. Nel pianoro sovrastante il ponte di legno che traversa il.torrente é crollato e si passa con qualche difficoltà a meno che non si voglia rischiare di bagnarsi i piedi guadando. Abbiamo poi proseguito su traccie di sentiero segnate da ometti sul nevaio residuo del ghiacciaio della Losa e poi aggirato il piccolo ghiacciaio del passo della Vacca arrivando su ripido pendio al colletto che immette al ghiacciaio Source d’Isere. Qui abbiamo girovagato in lungo e in largo senza riuscire, evitando di assumere rischi, a trovare l’accesso alla via normale per la Grande Aiguille Rousse (orse ci siamo tenuti troppo alti). Fatto sta che tornando sui nostri passi siamo giunti ai detriti sottostanti il colletto per la Cima d’Oin a quota 3.000 e, slegati e tolti i ramponi (operazioni effettuate per ben otto volte nel corso dell’intera gita) siamo saliti sull’ampio crestone, divenuto via via più affilato. Dall’anticima posta a quota 3.212 la cresta diventa aerea e pressoché priva di possibilità di protezione con tratti di arrampicata di II grado molto espost che, a mio avviso, portebbero l’ascensione a una valutazione di F+ piuttosto che F. Spettacolare la vista dal cippo posto in vetta anche se l’avanzare delle nuvole ci ha spinto a non tergiversare e iniziare subito la lunga discesa: cresta, sfasciumi, ghiacciai e nevai non consentono infatti un rapido ritorno. Per fortuna però il tempo ha tenuto. Nel complesso una bellissima ascensione in ambiente selvaggio e, inopinatamente, non frequentato. Compleanno festeggiato nel migliore dei modi con Daniela.