Nomaglio (Comune) da Montestrutto, anelli

Nomaglio (Comune) da Montestrutto, anelli
La gita
francoa
4 08/03/2011

L’itinerario che abbiamo percorso (e che qui riporto) è una variante un po’ più ampia di quello proposto dall’amico Max49.
Nel comune di Montestrutto dal parcheggio dell’area sportiva “la Turna” 262m si prosegue per il borgo e poco prima della piazza vi svolta a dx (pannello informativo) e per una stretta via (con indicazione sentiero 881 si inizia a percorre la bella mulattiera, ben conservata e mantenuta. Di li a poco sulla dx si trova l’indicazione per l’area dell’uliveto di san Francesco (merita una piccola deviazione) successivamente si trova un bivio 326m dove da sx (s.n.852) avverrà il rientro dall’anello che stiamo percorrendo. Si sale ancora di poco e si giunge “La Posta” 415m interessante e panoramico punto.
A quota 480m raggiungiamo l’eco museo dove oltre alle interessanti varietà di castagni presenti si trova il “Mulino” ad acqua datato 1700 circa (interessatissimo dal punto di vista didattico visitabile previo contatto con comune di Nomaglio) (quota 555m) e nei pressi sono ancora ben conservate le vasche per la riserva di acqua. Siamo tra le case di Nomaglio e trascurando il sentiero F4 che a dx scende a San Germano (altro possibile percorso per formare un anello più breve) si arriva ad un lavatoio 575m dove vi sono le indicazioni (che trascuriamo) per svoltare a sx per Novachei e Montestrutto (s.881 itinerario del primo anello) si seguono le indicazioni di svolta a dx dove si trova “il Burnel” una interessante fontana in monoblocco. Si procede a fianco della fontana a salire con indicazioni “palestra di roccia Casley” e raggiunto l’angolo 595m del “masso inciso” pietra con incisioni si devia dal sentiero per prendere un piccolo sentierino (sulla dx) di poche decine di metri che sale deciso tra un muro di contenimento e delle case a raggiungere la strada che si percorre a dx per un centinaio di metri sino in prossimità di evidenti “bomboloni” 660m dove sulla sx inizia la bella mulattiera F1 che sale in direzione nord sino ad un tornate a dx e di li a poco si trova il bivio 785m tra il sentiero F2 (direzione Rossana, che si trascura) e F1 (direzione Terrafredda) dove si svolta a sx a salire sino a raggiungere l’interessante sito della “fornace” 899m (oltretutto punto molto panoramico pianura sottostante) prosegue ora per sentiero e si raggiunge il pianoro di Terrafredda dove superata un prima casa 1020m si trova un bivio (con palina che indica a sx il sentiero F1a che porta direttamente a Cuni ma è preferibile per non privarsi di panorami e altre punti interessanti proseguire in salita per il sentiero F1 sino a raggiungere un ampia radura con strutture ben recuperate e seguendo gli evidenti bollini r/b si raggiunge la strada soprastante (località Bioley 1050m) che si percorre a sx e si trova un caratteristico lavatoio originario in pietra con a fianco uno in muratura. Qui il panorama spazia anche sulle montagne del lato opposto della valle (la Cavallaria, il Gregorio e le montagne della conca di Scalaro).
Percorsi alcune centinaia di metri di strada (tendo la sx ad un piccolo incrocio) si trova, dopo altri cento metri, sulla sx l’inizio della mulattiera che scende decisamente ad un gruppetto di case dove di fronte ad una ormai devastata chiesetta con svolta a sx scende decisamente la mulattiera E1 che senza indugi (passando dalla borgata Bioley – attenzione ai cani .. ringhiano ma non mordono (!)) ci porta ad attraversare la strada una prima volta e poi alla frazione Casale si attraversa nuovamente; seguire sempre le indicazioni r/b sino a raggiunge la chiesa di Settimo Vittone posta su una piazzetta a lato di un tornate della strada che da Settimo sale a Trovinasse e/o Nomaglio. Qui con una piccola deviazione (cartelli indicatori) si può vedere il battistero di S. Lorenzo (ingresso a pagamento) e ritornati al tornate (ora sulla dx) si svolta di lato al cancello dove inizia il sentiero che con le indicazione della via Francigena (F bianca con omino bianco e cartelli in legno arancioni) passando ora tra le vigne e i “tupiun” si percorre un sentiero a volte stretto sino a raggiunge il bivio sulla mulattiera di salita. Svoltando a sx si ritorna a Montestrutto e al parcheggio. Vale la penna, se non lo si è fatto durante la salita, di deviare sul sentirino che porta all’uliveto di S. Francesco e scendere attraverso un breve tratto di sentiero attrezzato (siamo al centro delle falesie di arrampicata di Montestrutto) alla sottostante area e all’annesso ristoro nei pressi del parcheggio e punto si partenza dell’escursione. (totale 12km quota max1050m disl800m 4-5h con calma). Vedi traccia.
Si consiglia l’anello, per chi voglia da Marzo a Novembre, percorre un itinerario semplice non impegnativo (per un escursionista) privo di difficoltà su bellissime mulattiere di rara conservazione, affascinate e pieno di punti di interesse (le cui info sono reperibile su numerosi siti internet).

Oggi con [email protected] abbiamo realizzato un escursione giocando in casa, gustandoci il piacere di osservare più che camminare, percorrendo due bellissime mulattiere ancora completamente conservate e ben manutenute.
Giornata grigia con poche aperture (più autunnale che primaverile) nessun escursionista sul percorso se non il piacevole cordiale e foriero di informazioni incontro di indigeni intenti nel lavoro.

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