- Accesso stradale
- n.n.
- Equipaggiamento
- MTB
Itinerario grandioso!! Un sogno per chiunque ami questa disciplina. Sono passati diversi anni dalle ultime info ma sostanzialmente poco è cambiato circa le condizioni dell’itinerario. Alcuni tratti all’epoca segnati dalle devastazioni dell’alluvione ora sono migliorati ma nel complesso la ciclabilità sia in discesa che in salita resta invariata.
Giro effettuato nei giorni 3-4-5 agosto trovando le condizioni meteo ideali per affrontare i vari passaggi in quota, in particolar modo il colle loson e il colle della rossa. Cieli tersi e temperature mai troppo elevate ci hanno fatto godere appieno dei maestosi paesaggi che si attraversano. Che regalo!! Solo l’ultimo giorno un po’ di nuvole di passaggio ma niente pioggia.
Il primo giorno è quello che prevede l’itinerario più easy: salita senza storie fino al Nivolet scegliendo se percorrere la strada asfaltata passando dal Serrù oppure puntare direttamente all’Agnel più faticosamennte sulla vecchia mulattiera che parte sulla destra poco dopo la sbarra dei Chiapili di Sopra. Giunti poi al col Manteau, discesa inizialmente discontinua per i numerosi tratti franati ed ora costituiti da grossi massi non ciclabili. Una volta superata la pietraia bel sentiero scorrevole fino ai laghi djouan e infine bosco capolavoro fino a eaux rousse. Noi abbiamo pernottato a Bien, frazione poco distante verso valle, al camping Grivola (camera e mezza pensione circa 65euro).
Seconda tappa, la più impegnativa ma anche la più spettacolare e indimenticabile. Noi abbiamo scelto di abbinare alla salita del colle Loson anche quella al colle della Rossa (vedi variante inserita nella descrizione dell’itinerario) così il dislivello totale si è attestato a 2200m D+. Confermo la ciclabilità fino a circa 300m sotto il colle loson su sentiero capolavoro. Per chi non si fa spaventare dai forti dislivelli e dai lunghi portage, consiglio di risalire al colle della Rossa così da evitare il poco invitante sentiero che scende dal Sella ma anche per godere della spettacolare discesa nel vallone di Vermiana. Si parte su sentiero abbastanza scorrevole per poi diventare tecnico. Bosco finale ripido, tecnico ma entusiasmente. Si atterra direttamente sul prato di S.Orso a Cogne. Visto il periodo abbiamo trovato una camera ad un prezzo accettabile solo a Valnontey all’Hotel Loson (monolocale 58€ a testa colazione esclusa).
Terza tappa, quella dalla doppia faccia…. Salita spensierata su sterrata fino al rifigio Sogno e portage/spintage di circa 300m fino alla finestra di Champorcher. L’itinerario prevede di evitare il lago Miserin e l’omonimo rifugio, per cui si scende a sinistra sulla vecchia mulattiera reale a discapito dell’alta via 2. Peccato che questo nella prima parte sia ormai disseminato di pietrame franato dal versante della montagna rendendo poco scorrevole se non impossibile a tratti la progressione. Discesa a rotta di collo fino al rifugio Dondena dove incomincia l’ultima fatica per raggiungere il col Laris. Qualche rampa mortale ma nel complesso ciclabile fino al colle. Bello! Ma qui al sorriso e all’emozione di aver conquistato l’ultima cima Coppi segue velocemente la delusione circa le condizioni del sentiero che scende nella rustica val Soana. Tutto sommato per qualche centinaio di metri si riesce in qualche modo a scendere in sella dopodichè bisogna rassegnarsi a spingere. Una devastazione unica. Non fosse per qualche cartello giallo qua e là non sembrerebbe di percorrere un sentiero del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Un vero peccato ma anche una punta di rabbia nel vedere il versante piemontese così trascurato….
Se ancora ne avete, giunti all’arrivo della seggiovia di Piamprato si può seguire uno dei percorsi della pista da DH fino a poche centinaia di metri dal paese. Da qui, piccola soddisfazione personale concludendo il giro pedalando fino a Castellamonte e fermando il coronometro del mio ciclocomputer davanti alla soglia di casa.
Un sogno realizzato…. anche questa volta con il socio di tante avventure “Ste Duro”