3.4Km
Si attraversa il borgo fino al lavatoio, poi si devia a destra, uscendo nei prati e raggiungendo una cappella ben visibile da lontano. Alla destra della cappella si imbocca il sentiero che scende nella Valle Isorno, perdendo circa 150 m di quota e attraversando il Ponte del Diavolo.
Si risale lungo la sponda opposta: inizialmente il sentiero è poco marcato, ma poi diventa ben visibile, portando alle prime baite di Aulogna. Si guadagna quota tra le casere sparse fino a raggiungere un sottopasso della condotta forzata; appena sopra, sulla casetta dei guardiani, si nota un’importante indicazione per Sale’ (vedi foto), che indica il sentiero da seguire.
Il percorso si trasforma presto in mulattiera, che, tagliando diagonalmente il ripido versante della Valle Fenecchio, conduce a Carvirone. Il tratto dopo l’alpe Coloro è piuttosto invaso dalla vegetazione, ma il sentiero rimane sempre visibile.
Dal prato, procedendo in direzione nord-est, si incontra il sentiero che porta rapidamente a Sale’ (segnavia bianco/rosso). Con un giro ad anello in senso antiorario, si possono visitare le baite sparse su varie quote altimetriche, tornando infine al punto di ingresso nell’alpeggio. Al posto di scendere dallo stesso percorso, si devia a destra salendo sulla cresta boscata, percorrendola interamente fino all’alpe Bovarenchio, da cui si gode un ottimo panorama.
Scendendo leggermente e mantenendo la destra, si trova un sentierino che riporta a Carvirone. Dalle baite, procedendo verso ovest e mantenendosi al centro del prato, si guadagna quota fino al punto più alto del Monte Navone. Da qui inizia la discesa verso Aulogna: si percorre la parte sommitale in direzione sud (Valle Fenecchio) per pochi metri, poi si devia a destra entrando nella faggeta.
Si scende nel bosco seguendo tracce poco evidenti, cercando di mantenere il centro della dorsale o leggermente a sinistra (lato Valle Fenecchio), evitando il lato destro verso la Valle Isorno. A quota 1440 m si trovano i ruderi di Quartirasco; poco sotto, i roveri sostituiscono i faggi, rendendo la traccia leggermente più visibile. Proseguendo, si arriva alla condotta forzata, dove si riprende il sentiero di salita per tornare ad Altoggio.
- Cartografia:
- C.N.S.Valle Antigorio 1:50.000 n°275
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