Nasta (Cima di) Bouquet des Amis

Nasta (Cima di) Bouquet des Amis
La gita
damiano-ceresa
3 11/08/2011

Ambiente spettacolare e grande senso di montagna!
La via però non mi è strapiaciuta, pensavo meglio anche se non manca qualche bel tiro. A tratti ancora un po’ lichenosa, ma soprattutto in alcuni tratti bisogna prestare attenzione alla roccia che non è proprio molto solida, per il resto via lunga che conduce su una bella punta panoramica!
Oggi gran freddo in una giornata d’agosto dal clima settembrino! I primi tiri li abbiamo fatti in un congelatore, ma anche quando è uscito il sole l’aria è rimasta frizzante e gelida!

Specifico meglio la relazione dato che quella presente non è molto esaustiva e per la difficoltà di reperirla in giro.

Dal rifugio Remondino prendere il sentiero che va verso il lago segnato a tratti giallo e rosso e quando questo piega a destra, prima dei salti glaciali su cui corre il sentiero, reperire una traccia che risale verso sinistra la pietraia per portarsi verso le bastionate rocciose. Una volta risalita la pietraia e sfasciumi stare bassi per non camminare sulla neve (spesso dura e ghiacciata) e reperire il punto in cui il nevaio va verso le pareti rocciose quasi in piano.
Camminare sul nevaio (quest’anno presente) e puntare le pareti dove la via in questione è indicata da uno spit con cordone giallo. (circa un’ora dal rifugio)
L1: 6a+, tiro abbastanza lungo che risale colate d’acqua, spittato lungo. Tiro facilmente individuabile in quanto gli spit sono, con un po’ di attenzione, tutti visibili;
L2: 6b, spittato bene. Dalla sosta puntare agli evidenti spit e seguirli fino in sosta che si trova circa 10 metri sotto ad un evidente diedro;
L3: 6a+, dalla sosta seguire i 2 spits visibili e dal secondo spits NON seguire l’andamento del diedro verso sx (roccia marcia e pericolosa, e molti licheni), ma forzare il diedro più o meno leggermente a sx rispetto alla verticale del secondo spit e andare sopra al diedro, lì ancora per qualche metro e sono visibili gli spit in placca che conducono ad S3;
L4: 5c, dalla sosta S3 si vede uno spit posto sopra la sosta e poi andare nel diedro abbattuto più basso e da lì risultano visibili gli spits, seguirli e reperire la sosta S4;
L5: 5c, dalla sosta scendere per qualche metro dal pilastrino su cui ci si trova e reperire un diedro fessurato al termine del quale (molto in alto e appena visibile dalla S4) vi è uno spit. Risalire il diedro, raggiungere lo spit. Da qui qualche metro sopra c’è una sosta (sosta terminale della via Mantra di Pietra), NON fermarsi, ma continuare a sx della sosta (spit visibili), risalire il facile tetto seguente e la placca che conduce in sosta S5;
L6: 5c; dalla sosta sono evidenti gli spit, risalire la placca sovrastante sempre dritto fino alla sosta S6;
L7: 5c; attenzione a questo tiro chiodato lungo e in alcuni tratti difficile da proteggere (la relazione presente al rifugio dice “tratto EXPO”) anche se comunque la scalata non è mai difficile e sempre su belle prese; dalla sosta S6 è visibile il primo spit, dopo questo risalire la placca a tratti fessurata sovrastante (alcune possibilità di protezione) verso sinistra; dopo la placca si raggiunge una cengia (nessuna protezione presente per cui non cercarle), dalla cengia si vede in alto (circa 10-15 metri dalla cengia) un diedro –tettino al di sotto del quale guardando con attenzione si riesce a scorgere uno spit; dalla cengia (tratto da noi percorso) puntare dritti verso lo spit per placca (forse si può anche risalire il diedro che parte dalla cengia, ma non avendolo percorso non posso dare ulteriori info), facile, ma sprotetta, dallo spit continuare per il diedro verso sx e appena dopo sulla dx e visibile la sosta S7;
L8: 5c, dalla sosta rimontare la pancia sovrastante puntando allo spit, al di sopra della pancia tratto più facile e reperire la seguente placca con spit visibili fino in sosta S8; SE SI VUOLE SCENDERE IN DOPPIA NON PROSEGUIRE OLTRE;
L9: 5c, dalla sosta si vede esattamente dritto a voi un diedro con al di sotto una placca, puntare in quella direzione. Quindi dalla sosta rimontare gli sfasciumi sovrastanti quasi camminando, risalire la placca fessurata su roccia non molto buona e puntare allo spit visibile sopra la faccia del diedro, superarlo forzando un piccolo tettino, salire e reperire il secondo spit (a fianco c’è un buco di un trapano: c’era forse una sosta?), da qui andare diritto e risalire facilmente le placche rotte sovrastanti fino ad arrivare ad una specie di cresta, fare ancora 5 o 6 metri sulla facile cresta rotta e reperire una sosta a chiodi con cordone bianco non visibile fino all’ultimo e qui sostare (da qui non è più possibile scendere in doppia), qui le corde da 60 metri non sono sufficienti, per cui far salire di qualche metro il vostro assicuratore;
L10: 4°+, dalla sosta si vede sul pilastrino seguente un segno appena accennato blu, risalire il pilastrino per facile arrampicata proteggendosi e al suo termine proseguire per qualche metro su facili rocce rotte quasi in piano, passare dietro ad un enorme masso e reperire a destra una sosta su chiodi con cordone bianco (sosta già visibile dalla s9) S10;
L11: 5c/6a, da qui noi abbiamo risalito l’ultimo tiro di strapiombi di Nasta, dalla sosta è visibile uno spit blu, risalire il fessurone ben visibile dalla sosta e proseguire (chiodi) oltre il fessurone prima dritto e poi leggermente a dx fino ad una sosta con cordone bianco, S11;
Qui termina la via, ancora qualche metro e si arriva alla cresta da dove è visibile la croce di vetta della cima di Nasta. Seguire la cresta cercando i passaggi più facili ed in circa 20 minuti si arriva alla punta.

Discesa: dalla croce di vetta è visibile un’altra croce più piccola appena a poche decine di metri di distanza, tra le due croci individuare un bollino rosso e per tracce di sentiero segnati da segni rossi e ometti scendere dalla punta e raggiungere il passo della forchetta da dove per sentiero segnato si ritorna al rifugio (circa un’ora dalla vetta).

Materiale: una decina di rinvii, friends utili dallo 0,3 all’1 misure BD, friends piccoli tipo TCU utili. Dadi.

Accoglienza al rifugio Remondino ottima e famigliare!
Grazie a Ruggi per la compagnia e per aver voluto andare in punta! Sicuramente così, come dice lui, la via assume un altro sapore!!

Link copiato