- Accesso stradale
- Fino a Strepesi ok, poi a piedi
- Osservazioni
- Visto valanghe a pera esistenti
- Neve (parte superiore gita)
- Crosta da rigelo non portante
- Neve (parte inferiore gita)
- Bagnata
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
Ecco la gita che valeva la pena di fare, proprio perche’ per anni e’ finita nel dimenticatoio..e a noi piace andare a ricalcare itinerari dove ‘e relativamente facile non trovare nessuno..e quindi godere della bellezza dei paesaggi e vivere la montagna cosi’ come se tutte le volte si partisse per un’avventura. E il segreto sta appunto nell’andare tutte le volte che si puo’ sempre alla ricerca del nuovo. Per dirla in due parole “il fascino della scoperta”. Neve come sempre delle peggiori sfondosa dal principio alla fine. Il vento invece, contrariamente ai pronostici che lo davano forte, non ci ha invece disturbato piu’ di tanto. Giusto all’uscita in cresta si e’ fatto sentire un po’ di piu’, ma al riparo sottovento una qualvolta raggiunta la vetta, si e potuto banchettare in tutta tranquillita’, al caldo e con uno scenario di fronte lato vallone di Sant’ Anna da lasciar senza parole. La discesa che per noi non e’ che una delle tante componenti, che caratterizzano la gita nel suo insieme, per via della neve appesantita e resa sfondosa dalle alte temperature, non si puo’ dire sia stata divertente. Ma se esiaminiamo le cose nel loro insieme, suvvia, non e’ nemmeno andata poi cosi’ male.
Con Paolo. Davide e Rodolfo avevano piu’ aspirazione ad andare a fare l’anello che dal Passo della Sometta tramite il vallone della Sauma riportava a Strepesi, dove tutti ci siamo poi ritrovati. Ciascuno contento delle proprie scelte che sono state fatte.