Curiosamente, molti escursionisti locali prediligono il sentiero che arriva alla base della vetta ma poi tornano indietro. Sono in pochissimi a salire la vetta vera e propria, chiamata Haystack ("pagliaio"), che richiede un'arrampicata continua su passaggi di II grado (o anche III se si cercano le difficoltà) per gli ultimi 60 metri di dislivello. Dato che sono assenti ancoraggi o catene, la salita viene effettuata slegati. Tuttavia, una caduta risulterebbe fatale.
Dal parcheggio si segue il Mount Si Trail, che sale nella fitta foresta con numerosi zig-zag. Si ignorano i vari bivi che si incontrano e si continua a salire finché non si raggiunge una vasta pietraia a quota 1000m circa. Qui il sentiero pare piegare a sinistra, ma occorre invece attraversare la pietraia compiendo un semicerchio da destra a sinistra. Ci sono perfino dei gradini scavati nella roccia. In seguito, si rientra nel bosco e si continua a salire fino ad arrivare ad una panca di legno. Qui occorre svoltare a sinistra nel bosco, fino ad arrivare alla base del famigerato Haystack.
Si tratta di una parete appoggiata di 50m solcata da vari sistemi di cenge e con numerosi appigli. Tuttavia, la forte esposizione renderebbe una caduta fatale. Per mitigare il senso di esposizione, e’ possibile salire sulla parte sinistra sfruttando un caminetto che parte dietro a un alberello. Occorre poi portarsi al centro della parete che, nella parte alta, si biforca. Si prende il ramo di sinistra e si arriva ad una selletta. Dalla selletta si piega a sinistra e, con percorso abbastanza aereo, si raggiunge la cima vera e propria.
Ritornati alla selletta, si può decidere se scendere per la via di salita (a sinistra per chi sale) oppure a destra per chi sale. Scendere da destra (per chi sale) appare più semplice in discesa, ma è senz’altro più esposto. In ogni caso, si ritorna al punto di partenza e da qui senza difficoltà alla panchina. Da qui non rimane che percorrere la lunga discesa che riporta all’auto