Mottarone, Cima delle Guide – Via Carina

Mottarone, Cima delle Guide – Via Carina
La gita
tabuii93
3 11/11/2024
Accesso stradale
Parcheggio mottarone vetta

Guardando altre relazioni (ed altre considerazioni trovate sul libro di vetta) pare che l’avvicinamento sia una spedizione in amazzonia. Sinceramente nulla di così complicato, solo non il solito percorso escursionistico.
Dal parcheggio scendere come per andare all’Alpe Nuovo (dove c’è la baita CAI) passando di fianco al laghetto artificiale. Si incontra il bivio che scende verso Gravellona arricchito da un bel cartello direzionale con scritto “settori arrampicata 3 guglie – capre – (qualcos’altro che non ricordo)”. Scendendo si vede subito un primo cartello di legno che porta all’attacco della via “il lupo è sempre al Mottarone” (da ignorare) ed iniziano i bollini Blu da seguire (abbiamo intuito che quello rossi con centro blu indicati in altre relazioni si devono essere scoloriti e sono stati sostituiti con questi solo blu). Si passa a destra della cima Cusio (riconoscibile per bandiera e statuetta della Madonna installata estate 2024) e a destra della cima delle guide (bastone con cartello e cassetta delle lettere rossa scolorita), punto di arrivo della via. Si scende ancora e si inizia a scendere in un canalone in cui scendono i bollini blu, c’è un paletto giallo conficcato in delle rocce e su un sasso c’ scritto “colle capre” in rosso con delle frecce bidirezionali (per chi si lamenta: più indicato di così diamine!!!). Si scende il canalone erboso che, se affrontato in periodo autunnale non è così erboso come nel periodo estivo. Le corde fisse non ci sono più nella prima parte del canale (probabilmente rimosse in quanto deteriorate, se capita le rimetterò ad altro passaggio…), ma sono visibili gli spit a cui dovevano essere ancorate. Quando inizia il traverso verso sinistra c’è ora un bel cavo metallico che aiuta ad arrivare al settore delle capre (attacco via delle capre ben evidente al termine di tale cavo). Noi dovremo scendere ancora un pò, proprio verso l’unico castagno presente nel vallone (un pò contorto). Attacchi ben segnalati con scritte in vernice blu. Lungo la via spit solo nei punti necessari, noi abbiamo integrato solo in 2 punti ma forse per stanchezza… Bolli Blu e frecce lungo tutto la via per facilitare l’orientamento (anche la variante al V° tiro è segnalata con vernice blu!): difficile perdersi. Cambiato alcuni cordoni marci sul percorso. Belle le clessidre “trapanate”, molto originali. Utilizzato mezze corde da 60m, saliti in scarpe da avvicinamento (messo le scarpette solo sul 5° tiro), portato un set di friend (usati 2 volte), cordini in abbondanza:

L1: generalmente II e III grado, qualche passo di IV, sosta a spit da collegare, 35m
L2: come prima, 32m
L3: dopo 20 m la via traversa decisamente a destra (ci sono i bollini blu) fino ad una sosta a spit da collegare, II° e passi di III°
L4: sale una prima fessura, poi muretto ostico soprattutto perchè a destra rimane molto esposto su strapiombo (ben protetto, difficoltà di IV+ azzerabile su spit), segue rampettina di bella roccia con spit più radi ma proteggibile con cordini sulle betulle a sx. Alla fine sosta su spit da collegare. 30m
L5: dalla partenza si entra a destra nel caminetto/colatoio (passo di IV+°, V mi è sembrato eccessivo sulla guida…). C’è una bella clessidra naturale 1m sopra la sosta, poi lo spit in alto a destra e si esce su una “rampa” di rocce in mezzo a prati d’erba, seguirla fino al primo spit: a sinistra si vedono due spit su placca e la scritta in blu “varii” ad indicare la variante della via, a dx c’è una scritta blu “via carina” un pò nascosta dall’erba su un sasso con ometto. Sosta su spit collegato ad un albero (ho sostituito il cordone prima presente che era croccante). 50m
L6: ravanata di 2b su prato, seguire i bolli blu, noi sostato su albero, su buon cordone già in loco e in loco lasciato… Magari in giro c’è una sosta a spit ma qua è effettivamente un bel pratone! 50m fino a cordone rosso-giallo su cui abbiamo sostato.
L7: freccia blu indica a sinistra su rocce fessurate e manigliate, seguire sempre spit e bolli blu. Sosta su cordone giallo in bel clessidrone granitico (in alto si vede un sasso “a sella”! Difficile confondersi). 45m, II°, passi di III°
L8: fare il traverso dov’è presente lo spit e uscire leggermente alla sua destra (passaggio di IV un pò esposto, qua abbiamo protetto con un friend del 2, forse non necessario, comunque le corde poi non tiravano quindi va bene così…)
L9: tiro di collegamento, seguire le frecce che portano ad un traverso a sinistra (nessuno spit), I° 30m, sosta a spit da collegare
L10-11: prima placca, poi, dopo lo spit, traversare un diedro a sx fino ad arrivare ad un colletto (messo un friend da 0.5 qua, col sennò di poi inutile) e sosta a spit da collegare che abbiamo saltato (senza rinviarla per evitare tiraggio corde). Segue un muretto di rocce. In cima sosta su spit arrugginito (integrabile). 40m circa unendo i 2 tiri, passaggi in generale di III e III+ , unendoli le corde tirano ma non tantissimo.

4 ore totale la via (fatta con calma a sostituir cordoni e controllando tutti gli spit con la chiave).

Innanzitutto un ringraziamento a Florian Kluckner che, come riportato nel libro di vetta il a giugno ’24 ha portato il nuovo bellissimo libricino di vetta (e credo che in questa data abbia anche risistemato lui la segnaletica che porta alla via che ho sinceramente trovato essenziale ma evidente). Poi ci sono i soliti criticoni che scrivono che “si dovrebbe un pò tagliare l’erba per favorire l’avvicinamento” ma forse non hanno mica tanto ben capito…
La via è, come dichiarato, “carina”. Alterna bei passaggi di roccia a metri di ravanaggio mottaronico. A me è sinceramente piaciuta.
Con Riccardo, forterrimo, affronta le precedenti tensioni su “il lupo è sempre al mottarone” vincendole di gran lunga

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