Monviso, Colletto Pensa Parete Ovest, diretta del triangolo

Monviso, Colletto Pensa Parete Ovest, diretta del triangolo
La gita
mariomonaco
5 22/03/2013

Ore 13: sbuco sul colletto Pensa in un turbinio di vento che solleva la neve dal basso, dopo un onesto discorso con l’alpe durato circa 6 ore. È tardi ma riposo al riparo sul lato sud, la parete è alta e la salita si è rivelata impegnativa, sono salito in libera per contenere i tempi e scorrere su i due risalti di ghiaccio sottile, da trattare con sensibilità alle piccozze, buono e sicuro. Nel giugno del 1977 Romeo Isaia, attuale gestore del rifugio Savigliano, tracciò con Guido Ghigo la splendida salita “diretta al Triangolo”, su questa ovest alta circa 1000 metri, costruendo una delle più complete vie di misto nelle Alpi Sud occidentali. Oggi sono salito da solo perché penso che una eventuale chiamata in sci sulla Ovest sia solitaria: la neve può essere pericolosa, è sovente ventata, quando andò Federico Varengo nel maggio 2009 rinunciai io e rimandai dirottandomi al Brec; questa volta avevo una mezza idea di cercare un compagno ma ho anticipato la salita di un giorno causa cambiamento meteo, infatti oggi mentre scrivo queste due righe è arrivata la perturbazione, tutto della montagna cambierà ancora, le grandi valanghe che si staccano dal Triangolo pensile spazzeranno la parete.

Parto saggiando pian piano la neve, tengo le antenne dritte ed inizio con qualche virata di prova, nei primi metri c’è poca neve su fondo duro, poi l’attività di pennello si fa regolare nel magico ghiacciaio del Triangolo ora illuminato dal sole. E’ ampio, la neve è perfetta, quante volte avevo sognato di sciare sul Triangolo pensile! Nella parte bassa del Triangolo traverso a sinistra e continuo per la strettoia avvicinandomi al risalto-goulotte di accesso al Triangolo medesimo: dove in salita ero passato senza l’uso di cordami e ferramenta, predispongo una piccola calata di aiuto su cordino assicurandomi intanto con le piccozze. Rimetto gli sci e continuo con curve strette e tratti di derapata nelle strettoie del secondo nevaio (il meno sciabile, magro di neve, fondo irregolare), poi l’altra interruzione nella quale disarrampico alcuni metri sotto una doccia di farina da vento, per accedere al primo nevaio, il più basso, di nuovo in sci sul primo nevaio, neve di nuovo ottima, farina ventata, morbida e pennellabile, traverso diagonale verso destra, qualche metro sci in mano per valicare la dorsale rocciosa e giù a tutta velocità sui pendii verso il lago di Vallanta. Segue un trasferimento su crosta cedevole, raccapricciante, sino a Castello. Tutto cambia e oggi nevica, anche qui diventerà bella.
P.s. attenzione avviso: se la via originaria di salita “diretta al Triangolo” effettuata con buone condizioni e basse temperature limita i pericoli oggettivi, una discesa in sci è sempre e comunque pericolosa, su nevi sovente ventate e pendii sospesi molto ripidi. Non deve mai essere sottovalutata ed è opportuno averla salita una volta senza sci!

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