Alle 8 del mattino quattro persone urlavano godute a cavalcioni della corda molla, che si è concessa loro senza pretendere preliminari, gioielli o il classico “cinemino”.
Oggi il Coolidge si presentava in condizioni pleistoceniche, tanto da mascherarsi pure ai guru della zona: pareti patagoniche, strettoie sommerse e sci a 10 metri dalla cresta di vetta, con ripida derapata nel raccordo pensile-superiore(!). Le cronache dall’impresa del reverendo a oggi non ricordano condizioni simili.
Si lascia immaginare al lettore come fosse la neve. Neve che tuttavia peggiora drasticamente nell’inferiore, straziato dalle scariche dei giorni precedenti.
Puro misticismo, in compagnia di tre pionieri dello sci cuneese: Eraldo, Lodo e Dario
Penso di aver capito quale sia la famosa Stairway to Heaven di cui tanto hanno parlato i Led Zeppelin.
P.S. Informazioni per la calata pensile-inferiore: sostituito un vecchio chiodo (tolto a mano!) con un buon universale. Il chiodo vecchio è rimasto penzolante attaccato all’altro già in posto con cordini piuttosto frusti, portarsi quindi un kevlar/dynema per ricollegare il chiodo nuovo a quello vecchio.
Noi avendo due corde da 30 ci siamo calati 4 m più in basso, passando un cordone attorno ad una solida clessidra (verificare lo stato del cordone, tenderà a rovinarsi a causa della morfologia della clessidra)