- Accesso stradale
- Vedi relazione
Dato che la relazione qua era un po’datata e mancavano importanti dati sulla sicurezza, do deciso di aggiornarla (così come la Via Excalibur); giustamente, in concerto coi gentili Admin di Gulliver, la relazione è stata sintetizzata per essere più chiara e compresnibile senza fronzoli. Dunque pubblicherò qua la relazione prolissa che avevo scritto.
NOTE:
Attenzione! Il terzo tiro di questa Via è stato interessato da un discreto crollo nel 2019, che si è portato via gli ultimi 5 – 6 mt e le relative protezioni, lasciando la zona parecchio instabile. Verrà qui comunque descritto il terzo tiro con le possibilità di passaggio, ma se ne sconsiglia comunque la ripetizione.
AVVICINAMENTO:
Conviene, visto il divieto di posteggio ai Cianassi, parcheggiare sotto la parete di Perti Ovest ed aggirare la Rocca per breve sentiero ben segnalato fino alla suddetta Piazzetta dei Cianassi (fontana). Da qui occorre imboccare la strada sterrata che porta verso La Grotta della Pollera e Pian Marino, superare un gruppo di case e salire fino ad una chiesetta sconsacrata; si gira a sx e si prende subito un sentierino sulla dx in breve discesa e si giunge al torrente. Guadatolo, si prosegue in piano verso dx fino ad incontrare una prima deviazione a sx con scritta rossa “Scorpione”, la si ignora e si prosegue ancora qualche mt fino ad un grosso ometto; qui si sale per tracce fin sotto la famosa parete dell’Alveare di Montesordo. Poco prima di raggiungere la parete, si prosegue verso dx e si supera l’altrettanto caratteristico Settore della Placca di Mu, e proseguendo ancora qualche metro si giunge all’attacco della nostra via (no nome alla base, visibile fila di grossi golfari grigio scuri). Circa 15 – 20 min dai Cianassi.
DESCRIZIONE:
La Via si sviluppa in 3 tiri di cui si sconsiglia il concatenamento (a meno di saltare protezioni e allungare bene i rinvii) per gli attriti. Il primo tiro è in comune con la Via Excalibur.
– L1: 20 m, 5b max, 5a obbl. Superare subito un passaggio verticale delicato, dunque proseguire in placca sfruttando buoni buchetti fino alla sosta.
– L2: 25 m, 6a max, 5c obbl. Salire alla prima protezione, dove le Vie si biforcano: la nostra segue quella di sx. Si sale la placca a destra del diedro con passaggi delicati fin quando non si riesce ad entrare nel suddetto; usanto il buon bordo sx del diedro, si esce faticosamente a sx con passi delicati e si prosegue per canalino fino alla scomoda sosta, posta tutto a dx un po’appesa.
– L3: 20 m, 4c max, 4c obbl. Come da note, la parte finale di quest’ultimo tiro è franata attorno al 2019, portandosi dietro le ultime 3 protezioni e lasciando una zona pericolosa al suo posto, con parecchi massi appoggiati anche di grosse dimensioni in alto a sx. Se ne sconsiglia la ripetizione.
Si prosegue per placca a destra della sosta, sfruttando volendo anche il diedro poco più in alto, fino ad uscire sulla zona franata sotto la sosta finale, che non si vede: traversare con attenzione a destra (sprotetto) e aggirare il masso con sopra il resinato uscendo poi facilmente a sx alla sosta, anche questa appesa. Si può anche sostare più comodamente su spuntoni o alberi poco più in alto.
Rientro: in doppia sulla Via, con una singola calata da poco più di 50mt si è alla base. Se si vuole evitare la sosta finale di questa Via, posta sopra la zona franata, occorre traversare qualche metro a dx (faccia a monte) alla sosta di Spigolo blu L4, da dove con una calata di 55mt si è alla base.
Prima Via Lunga di 3 di giornata, ed anche prima Via con Fra! Non era un granché, molto meglio le altre 2