Monte Bianco (Giro del) da Courmayeur, giro antiorario (4 gg)

Monte Bianco (Giro del) da Courmayeur, giro antiorario (4 gg)
La gita
cecys94
5 12/07/2025
Accesso stradale
Autostrada della valle d'Aosta, Courmayeur

I° tappa
Arnouva/Ferret (846 d+ ; 888 d- ; 12 km)
Siamo partiti da Courmayeur prendendo la navetta che porta in val Ferret da Piazzale Monte Bianco (i pullman passano ogni 30 min circa). Siamo poi scesi ad Arnouva (capolinea). Da lì abbiamo seguito il sentiero per il rifugio Elena, non passando dai rifugi Bertone e Bonatti in quanto ci eravamo già stati in passato, ma che consigliamo se non si è mai stati in Val Ferret in quanto l’itinerario offre una bellissima balconata sulle Grandes Jorasses.
Dal rifugio Elena siamo saliti verso il col du Grand Ferret (circa 850 m di dislivello) e ridiscesi verso Ferret località poco prima di la Fouly (Svizzera). A Ferret è possibile prendere un bus che porta direttamente a Champex-Lac (controllare precedentemente gli orari dei bus perche in alcuni periodi sono limitati a la Fouly) saltando la tappa successiva che è tutto un cammino in fondo valle (12 franchi svizzeri). A Champex-Lac ci sono due campeggi: noi siamo stati al campeggio più in basso nei pressi del paese. Abbiamo trovato il costo abbastanza elevato (45 franchi in due). La passeggiata lungo il lago di Champex è carina.

II° tappa
Champex-Lac/Le Tour (2000 m d+ ; 2000 m d- ;24 km)
Da Champex-Lac siamo risaliti e abbiamo preso la variante verso la Fenetre d’Arpette. Al colle d’Arpette (2665m) si ammira un bellissimo panorama sul ghiacciaio di Trient, consiglio di salire qualche metro alla dx orografica (facili roccette) per vederlo meglio. Poi siamo discesi fino a Le Peuty.
Qui c’è un’area dedicata al campeggio dove molti si sono fermati (è un pratone con servizi igienici e docce). Per ragioni meteo (peggioramento del tempo previsto per il giorno dopo) abbiamo deciso di unire la tappa successiva: siamo quindi saliti al Col de la Balme per poi ridiscendere a Le Tour. Così il dislivello è abbastanza impegnativo (1900 d+). Eventualmente per vitare di passare da La Peuty è possibile fare una variante che porta direttamente al Col de la Balme.
Da Le Tour era segnalato un campeggio che però non abbiamo trovato su google maps quindi abbiamo preso una navetta direttamente dal piazzale della telecabina per l’Argentiere dove è presente il camping du Glacier.

III° tappa
Montroc/Laghi des Chéserys (857 m d+; 5 km)
Abbiamo deciso di prenderci una mezza giornata di riposo dopo la fatica del giorno precedente e andare a visitare Chamonix. Il camping offre biglietti gratuiti per il treno che passa circa ogni mezz’ora. Il pomeriggio siamo ripartiti in direzione Lac Blanc da Montroc. Il sentiero è facilmente reperibile, al di là della ferrovia (molto frequentato). Per chi è amante dell’arrampicata qui si può sbizzarirre su qualche via. Particolarmente iconica è l’Aguillette de l’Argentiere (2 tiri spittati). Noi siamo arrivati fino ai laghi des Chéserys dove abbiamo campeggiato per la notte (2250 m). Non eravamo gli unici (circa 10 tende intorno a noi). Da qui si ammira una bellissima vista sul Monte Bianco e sulle cime limitrofe (Aguille du Midi, Dente del Gigante, Grandes Jorasses, Les droites , Aguille Verte,..). E’ possibile volendo anche dormire al rifugio poco più sopra (Refuge du Lac Blanc) oppure sempre in tenda al Lac Blanc (meno panoramico).

IV°tappa
Laghi des Chéserys/Les Houches (1117 m d+, 2385 m d- ; 23 km)
Dai Laghi des Cheserys siamo saliti al Lac Blanc e poi scesi verso la Flagere fino a Planpraz. Purtroppo il tempo era nuvoloso per cui ci siamo persi tutto il panorama sulle grandi cime. Da Planpraz siamo saliti verso il Col du Brevent e infine a Brevent dove arriva la funivia. Poi in discesa dritti fino al rifugio de Bellachat dove ci siamo fermati a prendere una torta e a fare rifornimento acqua. Dal Col du Brevent al rifugio Bellachat ci sono vari spot tenda. Abbiamo poi proseguito per l’infinita discesa fino a Les Houces (2200 m d- totali). Arrivati alla stazione è possibile prendere un bus per arrivare al campeggio oppure camminare per 25 minuti (il campeggio è ricavato dalla parte terminale della pista da sci di Les Houches: nulla di che ma economico e con servii iginici e docce).

V° tappa
Les Houcehs/Les Contamines-Montjoie (1519 m d+ ; 1372 d- ; 22 km)
Da Les Houches siamo saliti al Col de Voza (salita principalemnte a bordo delle piste da sci di Les Houches) e poi verso l’Albergue Bellevue costeggiando il Tramway (circa 800 m di dislivello). Da qui la traccia continua in piano/leggera discesa fino ad un passerella sospesa (molto frequentata). Ottima vista sul ghiacciaio di Bionassay. Poi si risale verso il Col del Tricot (2120 m). Possibile salire sulla cima alla sx orografica (Mon Vorrassay 2303m). Si scende poi verso il Refuge du Miage (sarebbe spot tenda anche se mi sembra di ricordare che sia proiebito campeggiare). Ottima vista sul ghiacciaio del Miage. Si risale poi di circa 200 m per poi arrivare ad un altro altipiano dove si incontra l’Auberge du Truc. Da qui comincia la discesa fino a Les Contamines.
Anche qui una volta arrivati al paese è necessario camminare una trentina di minuti per arrivare al camping dove c’è uno spazio riservato al TMB (circa 2 km dal paese).

VI° tappa
Les Contamines-Montjoie/Refuge des Mottets (2089 m d+; 1337 m d-; 23 km)
Tappa molto turistica. Da Les Contamines si risale per una strada sterrata molto larga fino al Refuge de Nant Borrant, si continua fino ad incrociare il Refuge de la Balme. Da lì siamo poi andati al Colle du Bonhomme (2329m) e abbiamo preso la variante per il Col des Fours (2665m) e siamo saliti alla Tete Nord des Fours (2700m) a 20 minuti dal colle circa. Da qui si apre la Valle de Glacier che abbiamo trovato essere tra le più belle attraversate. Si scende fino alla Ville de Glacier dove è possibile prendere un pullman che porta a Les Chapieux, noi abbiamo preferito andare fino al refuge des Mottets e poi salire ancora 200-300m circa per dormire in tenda appena prima del Col de la Seigne. Vista top sulla valle e sul Glacier de Glacier. La mattina dopo abbiamo scoperto che probabilmente la zona migliore per campeggiare è un pochino più sopra oltre i 2300 m poco prima del Col de la Seigne (2515 m). Tappa faticosa per il dislivello in salita.

VII° tappa
Refuge des Mottets/Courmayeur (511 m d+; 992 d-; 12,5 km)
Da qui siamo saliti fino al Col de la Seigne (2515 m). Per chi vuole dal Refuge des Mottets è possibile andare al rifugio Robert Blanc (2750m) per poi dirigersi verso il Col de la Seigne (solo quest’ultimo tratto veniva dato a 3.15 h di percorrenza quindi bisognerebbe avere tutta la giornata per fare questa eventuale variante). Dal colle siamo scesi verso il rifugio Elisabetta in Italia: il percorso si sviluppa in una piacevole discesa in Val Veny sotto les Pyramids Calcaires. Durante la discesa bella vista sull’Aguille Noire e Aguille Croux e sui ghiacciai della Lex Blanche e del Miage. Abbiamo fatto una piccola deviazione al lago del Miage ormai praticamente inesistente (150 m d+) dopodichè abbiamo imboccato la monotona asfaltata (40 min) che conduce fino alla fermata del pullman (Visaille) che riporta comodamente al Piazzale Monte Bianco a Courmayeur.

CONSIGLI
– Attenzione a dove parcheggiate la macchina a Courmayeur perché in molti posti c’è il divieto di sosta il lunedì. Noi abbiamo parcheggiato al piazzale Grivel Dolonne e ci hanno rimosso l’auto perché non ci eravamo accorti che il mercoledì c’è il mercato. Salatissima la multa.
– I supermercati in Francia sono molto costosi consigliamo di fare una buona riserva all’inizio del giro in Italia per quanto possibile;
– In compenso in Francia i campeggi sono molto economici rispetto alla Svizzera e anche all’Italia (8-10 euro a testa compresa anche l’elettricità e doccia calda)
– A Les Contamines c’è un ristorante (Auberge du Barattet) dove abbiamo preso la fonduta ad un prezzo onesto: i gestori non sanno bene l’inglese ma sono super disponibili e comunque dispongono di un menù in inglese. Consigliato!
– A La Ville de Glacier c’è un posto che vende formaggi e yoghurt molto buoni.

Abbiamo fatto il giro antiorario in 7 tappe con la tenda. Periodo 12-19 luglio. Nel complesso una bellissima esperienza con panorami sempre diversi che ci ha permesso di scoprire la parte Svizzera e francese del Monte Bianco. L’itinerario è sempre escursionistico e privo di difficoltà tecniche, unica difficoltà i dislivelli se si decide di unire le tappe. Purtroppo settimana inclemente per il meteo che non ci ha permesso di ammirare i panorami sul Bianco dal lato francese. Abbiamo incontrato veramente pochi italiani, molti asiatici e americani sul percorso.

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