- Accesso stradale
- ok fino a l'Ecot, oltre divieto
- Osservazioni
- Nessuno
- Neve (parte superiore gita)
- Crosta da rigelo portante
- Neve (parte inferiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Quota neve m
- 2300
Partenza alle 6 circa da l’Ecot, temperatura tutto sommato decente. Primo tratto di trasferimento su stradina e poi per vaghe tracce di sentiero nel vallone; la neve sul percorso inizia a 2300 m circa, io ho optato però per seguire una lingua morenica di pietrame ed erba ai margini del pendio nevoso, vista l’assenza di rigelo e la neve non proprio ottimale.
Una volta entrati nel vallone mediano, sotto il Mont Setì, rigelo ottimale da 2500-2600 m circa, neve in parte primaverile in parte crosta portante. L’arrivo alla sella all’inizio del circo glaciale apre un panorama vastissimo su tutte le cime del circondario. La Monfret spicca poco essendo la più lontana e “offuscata” dalla Francesetti al centro e dal gruppo del Mulinet a sinistra. Percorso di “trasferimento” verso la cima piacevole e poco faticoso, fino al breve strappo finale, che è comunque poco più ripido. Peccato essere arrivato cotto nel finale dopo aver salito (e sceso) la Francesetti dal versante nord-ovest (altra storia).
Giornata molto bella e calda, ma nonostante ciò e nonostante l’orario di discesa un po’ tardivo la neve ha tenuto molto bene fino a 2500 m, da qui in poi la discesa lungo il pendio nevoso sarebbe stata delirante, quindi ho ripreso la mia bella dorsale morenica che mi ha rapidamente portato giù. I soci invece hanno optato per la discesa su neve con parecchi sfondamenti.
In compagnia di Marco e Anna, che ringrazio. Questa zona non delude mai. Gita che merita e che non presenta particolari difficoltà, a patto di trovare in buone condizioni la parte bassa di accesso al ghiacciaio.