Monfalcon di Montanaia Via Normale dal Rifugio Pordenone

Monfalcon di Montanaia Via Normale dal Rifugio Pordenone

Dettagli
Dislivello (m)
1350
Quota partenza (m)
1200
Quota vetta/quota (m)
2548
Esposizione
Est
Grado
PD

Località di partenza Punti d'appoggio
rifugio Pordenone

Avvicinamento
Da Cimolais in macchina sulla sterrata della Val Cimoliana. Parcheggio a 5 minuti dal rifugio Pordenone.
Dal Rif. Pordenone seguire il segn. 349 verso Forc. Leone fino al bivio con il seng. 348, quota 1850 (diretto a Forc. Cimoliana; tabelle e acqua dal ruscelletto) [ore 1.30]. Dal bivio, seguire il corso del torrentello salendo su scarsa traccia in direzione della cascata che lo origina a sinistra (alcuni rari ometti. Far ballare l'occhio!).
Dopo poco, deviare verso destra in direzione di un grosso masso con ometto sopra. Puntare ora alla parete rocciosa soprastante, alla base della quale si trova il sentiero e seguirlo verso sinistra, fino ad un canalino erboso e ad un'ottima sorgente perenne. Risalire il canalino erboso che permette di entrare nel bellissimo e solitario Cadinut di Cimoliana (scorrono nell'ordine, da sinistra verso destra, Monfalcon di Montanaia, Cima d'Arade, Punta Koegel.
Ora conviene puntare in alto tenendo la sinistra (ometti), senza avventurarsi sui mobili ghiaioni (utili invece al ritorno); continuare sempre a salire sulle zolle tenendo sempre a sinistra finchè arrivati alla base delle rocce si attraversano i ghiaioni in direzione di due grossi bolli rossi all'imbocco di un canale.
Note
Nel primo camino in discesa è possibile farsi assicurare dalla vetta da un compagno). Nell'altro camino più giù, essendo non proprio incoraggianti e comunque in posizione non utile il chiodo e la fettuccia, è possibile farsi assicurare o attrezzare una doppia (con cordino lungo) ad un solido pietrone addossato alla parete rocciosa poco dopo l'uscita del canalino (dal pietrone al primo salto di II+ sono 30 m esatti...). La via normale è abbastanza complicata (attenti ai segni e agli ometti), non proprio facilissima e in alcuni tratti abbastanza esposta. Inoltre, considerare la diffusa friabilità (casco obbligatorio! e non avventurasi in gruppi numerosi!).
Descrizione

Ora la via procede seguendo rari segni rossi e gli indispensabili ometti. Saliti i detriti del canale si trova uno dei due passaggi più impegnativi: un primo saltino di II+ (2m) e un successivo camino di 15 m di II (chiodo e fettuccia molto dubbi…), segue un percorso su cengia ghiaiosa verso sinistra che contorna la montagna per almeno 100m. Si ritorna su piccoli canaloni e camini (I-II).
Si procede ora per cenge alternate a divertenti saltini fino in cresta, poi si passa in versante Rif. Padova e si affronta il secondo tratto delicato, un camino di rocce rotte, spesso umido e assai esposto (10m, II), superato il quale si esce direttamente in vetta, 2548 m [ore 1.00].

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Storico:
Primi salitori: A.Ferrucci/F.Luzzatto/A.Giordani 1891
andreamilano
19.09.2013
7 anni fa
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