- Accesso stradale
- ottimo
Via Lorenzi – h. 03.40 Vitt. Emanuele h. 5.40 alla base dello zoccolo, h. 7.00 al colletto dove attacca la via dopo il primo diedro marcio, h. 15.00 in cima a L13, h.17.10 al Vittorio h. 19.00 Park pont. Il sole arriva alle 12.30 di questa stagione, prima molto freddo, abbiamo scalato quasi sempre con il guscio, il Gratta con il piumetto leggero. Avevamo 5 chiodi ma non li abbiamo proprio usati, utile invece il martello perchè i chiodi che ci sono (non molti) sono mediocri. Con una quasi doppia serie di friend (portate anche i micro Z4 per il resto vedi altri commenti) si sale senza probemi e si rinforzano per bene pure le soste. Noi con saccone da recupero, assolutamente la scelta da fare se no il secondo non scala ma si trascina. Scalata brutale, tante fessure larghe, molto granitica in alcuni punti mi ha ricordato Eau et Gaz al GranCap soprattutto quando si arriva al blocco incastrato di L9. Di impegno complessivo paragonabile ad un Piler Gervasutti al Tacul, ma più breve ma ben più difficile. Nessun tiro è banale, vuoi per la chiodatura, molto da integrare, vuoi per la qualità della roccia che è quella del GranParadiso non certo quella del Tacul. Una via per montagnard. Noi l’abbiamo salita tutta in libera con un L7 che è un bel 6c/6c+ ma salendo in artif L 11 (staffe non servono, sono 5-6 chiodi in loco da tirare).
Relazione di Umberto Bado perfetta (come sempre!). Chapeau a Lorenzi per aver aperto una via del genere a quei tempi, senza friend! Ed un grazie allo staff del Rifugio Vittorio Emanuele: gestire con serenità un rifugio con tutta quella gente (noi compresi) con una ottima cena, colazione super a 47 eur per la mezza pensione… beh è una cosa che non si trova più in giro. Bravi!
Su ‘ste vie sempre con il super Marco Ghisio (aka Gratta), i soliti “impiegati del Nord Ovest”.