Salita emozionante quanto faticosa… a causa del gran caldo l’avvicinamento è stato lentissimo, con neve molle sulle morene e crosta non portante sul ghiacciaio.
Abbiamo attaccato tardi la parete, che perlomeno si è presentata in condizioni abbastanza buone, rimanendo per buona parte in ombra al mattino. Abbiamo seguito l’evidente rigola obliqua da sinistra verso destra, che esce a destra delle rocce sovrastanti il pendio; lungo la rigola si supera la terminale senza grossi problemi (per sicurezza, attrezzata una sosta con 2 viti sul ghiaccio affiorante poco sotto).
All’uscita abbiamo percorso il facile pendio di neve a destra; da dove questo termina contro le roccette finali, si esce in vetta con 2 tiri di misto, stando sempre un po’ a destra (qualche passaggio delicato, usati un paio di friend).
Per la discesa la scelta più sicura ci è sembrata la via normale, ben tracciata e molto facile, praticamente tutta su neve. Purtroppo, a causa dell’ora tarda (siamo usciti in punta a mezzogiorno passato) è stata una vera sofferenza, con neve marcia fin quasi al rifugio e affondamenti continui.
Quando per fortuna eravamo già quasi alla fine del ghiacciaio, nel pomeriggio, abbiamo assistito a una grossa slavina di neve bagnata che ha spazzato tutto il canale del gendarme da cima a fondo e si è scaricata proprio sulla nostra traccia percorsa la mattina…
Comunque… dopo anni che la guardavo da lontano, da Pont o dal rifugio Vittorio, finalmente ho salito questa parete… un mio piccolo sogno si è avverato.
Vivi complimenti anche a Matteo, che ha tenuto duro e si è fatto la sua prima nord.