Moiazza (la), Pala del Belìa – Spigolo Sorarù

Moiazza (la), Pala del Belìa – Spigolo Sorarù
La gita
montebeigua
4 12/07/2025
Accesso stradale
Parcheggio passo Duran

Giornata fredda ma inizialmente con un po’ di sole. Poi, quando non era più possibile abbandonare la via, si è alzata fitta nebbia e vento freddo che hanno complicato assai la scalata, l’individuazione della via e della discesa.

Chiodatura quasi assente sui tiri, soste su chiodi.
Nono tiro (per noi): si percorre un diedro/camino, sbucando su un terrazzino con mugo del quale si calpestano le radici: a nostro avviso sarebbe utile sostare qui per vedere il compagno nel successivo tratto (la placca e poi la fessura strapiombante, che è impegnativa e da proteggere) ed evitare attriti delle corde.
Da qui si arriva a una sosta su due chiodi dopo la quale si sale leggermente verso sinistra fino a un cengione erboso che si traversa ancora verso sinistra (faccia monte) fino a trovare un chiodo alla base di un diedro aperto, non molto facile da individuare, dove si sosta. Il tiro successivo (11) percorre per intero il diedro fino a sotto una fessura. Con un altro breve tiro si esce dalla via.

Discesa:
Usciti dalla via, la relazione indicava di procedere su traccia con ometti a destra faccia a monte fino a un canalone, poi attraversarlo e individuare una traccia che porterebbe alla sommità della Pala del Bo, indi scendere per sentiero.
Noi, complice la fitta nebbia, una volta raggiunto il canalone non abbiamo trovato la traccia e abbiamo optato per la discesa del canalone: soluzione sconsigliata e molto complessa data la presenza di alti accumuli di neve compatta nella parte terminale, che ci hanno costretti a improvvisare una sosta e calarci.
Tempo totale 12 ore…
Quindi occhio al meteo. Dai racconti del rifugista per altre cordate perse nello stesso punto é intervenuto il Soccorso Alpino.

Grazie ai rifugisti del Carestiato che ci hanno nutriti e abbeverati di birre in orario ormai tardo.

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