Mischabel (Dom de) Via Normale da Randa per la Domhutte

Mischabel (Dom de) Via Normale da Randa per la Domhutte
La gita
ro19
5 09/08/2025
Accesso stradale
Parcheggio nei pressi della stazione di Randa o in altri spiazzi li vicino pagabili con app ParkingPay o QR code (7 CHF/giorno)

Escursione lunga e impegnativa che si svolge in un ambiente maestoso, caratterizzata da un notevole dislivello (3180mt su due giorni) in soli 23km e dalla varietà dell’itinerario oltre che dal panorama eccezionale. Sentiero attrezzato per la Domhutte facile ma a tratti esposto. Salita al Festijoch con passi di II+ ma mai difficili; in discesa due doppie da 30mt (punti di calata attrezzati) superano l’intero dislivello. Condizioni dei ghiacciai verso il limite nelle parte bassa, complice anche il gran caldo, con numerosi crepacci anche di grandi dimensioni da aggirare e crepacci di piccole-medie dimensioni semi-nascosti e parecchio infidi (osservata qualche caduta senza conseguenze per fortuna). Condizioni invece ottime dai 3900mt in su. Numerosi crolli di roccia già all’alba nei pressi del Festijoch e dalla Nadelgrat sull’Höbbargletscher, che non dovrebbero però intaccare la via normale.

1° giorno
Partenza nei pressi della stazione di Randa (1408mt) seguendo le indicazioni per il ponte sospeso Charles Kuonen, che decidiamo di visitare il primo giorno in quanto allunga di un poco la salita e non avremo voglia di fare il giorno del rientro, e la Kinhutte. Si risale quindi il versante E della valle in un bel bosco di conifere in direzione SE fino a q. 2000mt circa, dove si lascia il sentiero per la Kinhutte a destra per effettuare un lungo traverso verso N per lo più pianeggiante fino all’inizio del ponte, molto scenografico (2080mt; 1h10min). Passato il ponte, si risale con numerosi tornanti il ripido versante fino al bivio con l’Europahutte: qui, ignorata la deviazione per la capanna sulla sinistra, si segue il sentiero bianco-azzurro per la Domhutte che punta alla base di una grossa bastionata rocciosa, dove inizia il sentiero attrezzato. Il sentiero non è mai troppo difficile ed è agevolato da numerosi cavi, catene, staffe e scalette ma è comunque a tratti abbastanza esposto e richiede attenzione. Superata la fascia rocciosa a q. 2850mt circa, si risalgono gli ultimi metri su pietraia e sfasciume fino alla capanna (2937mt; 3h05min).

2° giorno
Colazione fissata alle 2.30 e partenza dal rifugio alle 3.10. Si inizia la salita sulla morena dietro al rifugio seguendo i numerosi ometti per poi costeggiare il tormentato Festigletscher sul lato sinistro. Da q.3200mt circa si cammina sul ghiacciaio coperto da detrito e a q. 3380mt circa, nei pressi di un pianoro, ci leghiamo, ma invece che mettere piede sul ghiacciaio e risalire una gobba con diversi grossi crepacci, rimaniamo sempre sul margine sinistro del ghiacciaio, vicino alla parete rocciosa, dove la copertura detritica infonde più sicurezza. Si percorre quindi il Festigletscher sempre tenendosi vicino alla parete dell’Hohgwächte, facendo attenzione ai crepacci seminascosti, fino a q. 3680mt dove si attacca la salita alla fascia rocciosa che conduce al Festijoch. Questa salita, aiutata da alcuni catarifrangenti per trovare la giusta via) si può dividere nella prima metà più difficile e verticale (qualche passo di II+) e la seconda metà più appoggiata e a gradoni (I-II) che termina con un traverso verso sinistra per raggiugnere la sella del Festijoch (3723mt; 2h15min). Dal passo, occorre abbassarsi di un 30-40 metri sull’Höbbargletscher (terminale ben chiusa ma che potrebbe creare problemi con altre condizioni) e aggirare una zona molto crepacciata e qualche seracco con un largo semicerchio in senso orario. Questa traversata è caratterizzata dalla presenza di crepacci paralleli al senso di marcia in una prima fase e poi altri numerosi crepacci e quindi occorre particolare attenzione. Da q. 3800mt circa la copertura nevosa migliora e il rigelo anche e velocemente si arriva alla base del ripido pendio glaciale a q. 3950mt. Qui su pendenze sostenute (fino a 40°) alternate a brevi tratti più pianeggianti con diversi zig-zag si aggirano grossi crepacci e un paio di seracchi fino a incrociare la via proveniente dall Festigrat nei pressi della quota q. 4480mt. Passato un ripido ultimo pendio (40-45°) si percorre la brevissima ma un poco aerea crestina finale fino alla vetta (4545mt; 4h35min).

Discesa per lo stesso itinerario con neve che tiene ancora bene nonostante il gran caldo. Dopo essere risaliti al Festijoch, preferiamo fare due doppie da 30mt (punti di calata attrezzati con maillon rapide) invece che disarrampicare approfittando delle poche altre cordate presenti in quel momento (possibili rallentamenti in caso di più traffico). Dalla Domhutte scendiamo poi per il sentiero diretto a Randa senza ripassare dal ponte sospeso.

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