Minaret Eperon SE – via Mazars-Rébuffat

Minaret Eperon SE – via Mazars-Rébuffat

Dettagli
Dislivello (m)
300
Quota partenza (m)
3150
Quota vetta/quota (m)
3450
Esposizione
Sud-Est
Grado
TD

Località di partenza Punti d'appoggio
Rif. Argentiere

Note
Via superba e molto logica. Si divide in tre parti, ovvero le tre torri che compongono il Minaret. Qui verrà relazionata soltanto la prima e più lunga, solitamente percorsa. Per le altre due si può trovare la relazione su "camptocamp". Via alpinistica e piuttosto atletica, da non sottovalutare.
Avvicinamento
Da Argentiere si prende la funivia dei Grans Montets che deposita sulla spalla dalla quale si scende verso sx fino al ghiacciaio di Argentiere (zona crepacciata). La si attraversa e si risale fino al Rif. Argentiere.
Dal rifugio si attraversa la pietraia in direzione est (tracce) fino a reperire una evidente traccia che risale la morena del ghiacciaio fino a che la parete non rimane alla vostra sx. Da li a seconda delle condizioni si risale la pietraia e il pendio di neve dura fino alla base della parete. Risalire verso sx per facili risalti uno zoccolo che porta a delle cenge dalle quali parte la parete vera e propria.
Attacco quasi sotto la verticale di una grande scaglia staccata posta a 30m dalla base, molto evidente (la scaglia). Comunque vedere tracciato sulla foto. 1 ora dal rifugio.
Descrizione

L1: Salire per risalti e lame fino ad un diedro incassato con fessurino di fondo (chiodo e friend incastrato). Risalirlo e superare un primo strapiombo sulla sx, poi un secondo sulla dx e pervenire ad un intaglio con comoda sosta su spuntoni. IV+ (??) 45m
L2: Una breve rampa verso sx porta all’ingresso del lungo camino. Risalirlo per belle fessure, diedri e lame fino in sosta (uno spit + chiodi) V 45m
L3: Continuare per lame aggettanti. Tiro inizialmente fisico poi più facile. Superare una grossa lama verso dx e dopo una nicchia si trova la sosta a chiodi. Possibile fare sosta nella nicchia, forse più comoda. V+ 25m
L4: Proseguire nel bel camino fino in sosta su chiodi. V+ 20 m
L5: Sempre nel camino, tiro lungo e molto vario. Si sfruttano lame, fessure di fondo, ci si oppone incastrandosi, fino a uscire sulla dx su una piattaforma comoda e assolata dove si sosta (cordini su spuntoni). V+ 45m
L6: Risalire per fessure e risalti lo spigolo, tenendosi sulla dx, fin quasi alla base di un grande ed estetico diedro. Sosta su cordoni. III+ 30m
L7: Scalare il bellissimo diedro (dopo circa 15m, sulla dx si trova la sosta a spit di Rasta Metal) e proseguire per cannelures e fessure fino ad uscire su una piattaforma in prossimità dello spigolo dove si sosta su chiodi e cordoni. V+ 45m
L8: Traversare qualche metro a dx e risalire per fessure, lame e risalti (ultima sosta a spit di Rasta Metal) fino a guadagnare la cima della torre. Sosta su cordoni e maillon. IV+ 35m

Discesa: in doppia sulle soste a spit di Rasta Metal, una via che corre a dx della Rebuffat (faccia a monte). Alcune un pò da cercare, occhio agli incastri. Le calate riportano una trentina di metri a dx dell’attacco, che si raggiunge per cenge pietrose.

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Storico:
R. Mazars con G. Rébuffat e P. de Cléry con H. Cretton, 29 Luglio 1966, in 8h dall'attacco alla cima piantanto soltanto 15 chiodi!
liviell
08/08/2016
4 anni fa
5 anni fa
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