Merqua (Monte) da Sant’Anna

Merqua (Monte) da Sant’Anna
La gita
andrea81
4 19/11/2016
Accesso stradale
nessun problema

Partenza da S.Anna di Valdieri con umidità notevole causa pioggia fino alle prime ore del mattino, poi nella faggeta con sensazioni ectoplasmiche con scheletri nella nebbia, fino a circa 1300 m dove le nebbie basse hanno lasciato il posto ad un bel cielo azzurro e gran sole. La salita è piuttosto faticosa seppur diretta, praticamente per 800 m di dislivello si sale senza un vero e proprio sentiero, se non tracce di antiche mulattiere e di pascoli. Nella parte bassa fino all’uscita dal bosco le foglie rendono ancor meno visibile il sentiero, che presumibilmente è davvero poco battuto, già flebile di suo. Ci sono però parecchi piccoli ometti di pietre che indicano il tracciato di questo antico percorso ormai abbandonato all’incuria del tempo. Mancava però l’ometto fondamentale, che mi ha portato a seguire una traccia troppo a sinistra, seppur segnata da ometti molto ripida, mentre il percorso più agevole è certamente sul versante destro della faggeta ai margini di un canalone con pietraia. Ho provveduto a segnalare il bivio con un nuovo ometto.
Uscendo dal bosco si si sposta gradualmente verso ovest, su tracce di bestiame che vanno e vengono; ho raggiunto il Gias Merqua, tanto bello come posizione quanto un monnezzaio tutto attorno… peccato.. Da qui si potrebbe anche tirare su dritti per il pendio erboso sovrastante, ma ho preferito comunque seguire il percorso della relazione, che compie un giro un po’ più lungo fino ad intercettare il sentiero proveniente dal Colle dell’Arpione, all’altezza della Costa del Creus. Da qui ultimi 250 m di dislivello tutti sulla panoramica e facile dorsale erbosa, sentieri nemmeno a parlarne ed erba secca coricata che aumenta la sensazione di fatica. Ultimi 100 m di dislivello con raffiche di vento via via più fastidioso, fino alla poco evidente cima segnalata con un mucchio di pietre (su una è indicato erroneamente Colle del Merqua, mentre si tratta della cima vera e propria). Proseguito ancora brevemente sul crinale erboso verso il Monte Bourel, ma con vento sempre più fastidioso non aveva senso proseguire oltre.
Pranzo 200 m sotto la cima con temperatura molto gradevole, e poi rapida discesa dove , una volta nel bosco, sono riuscito a seguire la traccia principale. Ho anche cercato per quanto possibile di togliere un po’ di rami lungo la discesa e di rifare qualche ometto. Tanti camosci e nessun essere umano nel circondario. Itinerario adatto al periodo, peccato appunto la mancanza di sentieristica.

Link copiato